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Finanza Socialmente Responsabile: Microcredito e Social Banking come strumenti per uno sviluppo sostenibile

In questa tesi viene trattato l'argomento della finanza etica e della responsabilità sociale. Il primo è un capitolo introduttivo, in cui si analizza il concetto di responsabilità sociale delle imprese, i relativi risvolti che essa può avere su imprese e società e le modalità con cui può venire comunicata affinchè rappresenti un elemento distintivo di forza dell'impresa. Nel secondo invece si analizza il concetto di finanza etica e lo stato dell'arte in Europa, Asia e Paesi in via di sviluppo con un excursus sulla finanza informale. Dopodichè vengono esaminati concetti quali microcredito, social banking e socially responsible investing, analizzandone il valore la diffusione e l'importanza che essi assumono nei vari contesti socioeconomici. Affrontando il tema della finanza etica non ci si può dimenticare della Grameen Bank, del suo valore e dello spessore umano del suo fondatore Muhammad Yunus, vincitore del Nobel per la pace. Il terzo ed ultimo capitolo descrive l'esempio di BPM, una banca che recentemente si è avvicinata alla CSR che ha saputo integrarla nella gestione attivando la cosiddetta logica win-win, un circolo virtuoso per cui sia la banca, sia la società e tutti gli stakeholder traggono vantaggio dall'attività dell'impresa.

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3 INTRODUZIONE Le dinamiche connesse ai processi di globalizzazione hanno creato enormi opportunità di sviluppo ma solo in alcune aree del pianeta. Ciò ha prodotto forti disuguaglianze economiche e l’emergere di gruppi di pressione internazionali contrari alla crescente capacità del mondo degli affari di condizionare i processi economici e sociali a livello globale. Inoltre nell’attuale “società della conoscenza”, in cui le tecnologie della comunicazione hanno assunto un significato centrale nel contesto economico, la richiesta di trasparenza ed eticità diventa sempre più pressante. I consumatori sono sempre più sensibili e preoccupati di fronte a tematiche di ordine ambientale oltre che sociale. Essi sono molto più informati, leggono e valutano prodotti, marche ed aziende non solo in chiave di consumo ma anche di accettabilità etica. Questo accade non solo perché oggi per la prima volta i consumatori dispongono di mezzi per esercitare controllo e pressione ma anche perché hanno sviluppato una sensibilità maggiore su tutti i fronti. Si pensi a come gli scandali finanziari sia americani che italiani (Enrol, Cirio, Parmalat) hanno minato la fiducia nelle imprese e nelle istituzioni, o a come i problemi ambientali vengono sentiti come problemi concreti, per i quali è necessario mobilitarsi. L’imperativo degli “affari ad ogni costo” si sta rivelando non solo miope e inadatto ai tempi in cui viviamo ma anche molto pericoloso per la stessa sopravvivenza delle imprese. L’industria è quindi sempre più condizionata dall’affermarsi di modelli di sviluppo sostenibile centrati sull’attenzione all’ambiente, sulla ricerca di forme alternative di energia e di processi produttivi puliti; dedica sempre maggiore attenzione alle nuove preoccupazioni sociali e fa propri modi di gestire, produrre e distribuire sempre più rispettosi della salute dei cittadini, della sicurezza dei lavoratori e della salvaguardia dell’ambiente. Convinti che “ciò che è bene per la società è bene anche per le imprese molti manager hanno imboccato volontariamente la strada della responsabilità sociale. A questo processo, che si può definire di maturazione, partecipano sempre più attivamente anche gli istituti bancari. Le banche si trovano al centro di un sistema di relazioni che lega strettamente imprese, istituzioni, operatori finanziari e persone e hanno quindi un ruolo centrale non solo nell’economia ma più in generale nella società.

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Laura Cadelo Contatta »

Composta da 119 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5665 click dal 07/11/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.