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Alcol e sistema endocannabinoide: uno studio elettrofisiologico

Informazioni tesi

  Autore: Mauro Enrico Orru'
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze e tecniche psicologiche
  Relatore: Marco Pistis
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 56

L'obbiettivo della tesi e' l'indagine del coinvolgimento del sistema endocannabinoide, sulla frequenza di scarica dei neuroni dopaminergici della VTA e GABAergici del NAc elicitata dalla somministrazione di alcol.
Obbiettivo e' quello di individuare questo sistema come potenziale target farmacoterapeutico per la cura dell'alcolismo.

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INTRODUZIONE Questa tesi nasce dall’esigenza di approfondire lo studio della funzione del sistema endocannabinoide e del suo coinvolgimento nella mediazione degli effetti prodotti dall’alcol sul sistema nervoso centrale. Più nello specifico si è prestato interesse all’analisi della risposta elettrofisiologica elicitata dalla sostanza presa in esame in una popolazione di neuroni sui quali si hanno conoscenze relative all’azione del sistema endocannabinoide: i neuroni dopaminergici del circuito mesocorticolimbico. Questo sistema dopaminergico è oggi ritenuto sede dei meccanismi responsabili degli effetti gratificanti causati dalle sostanze d’abuso e conseguentemente dell’instaurarsi della dipendenza da esse. Negli ultimi anni sono molte le evidenze sperimentali raccolte che dimostrano la partecipazione del sistema endocannabinoide alla mediazione del funzionamento di questo sistema. Perché si è deciso di affrontare questo studio? Si è preso in considerazione il fatto che l’alcol è la sostanza d’abuso legale di più largo consumo al mondo. E’ significativo il fatto, ad esempio, che l’età media in cui inizia ad instaurarsi un comportamento di abuso, precursore nella maggior parte dei casi della dipendenza, si aggiri intorno ai 18 anni; e che negli Stati Uniti, tra il 30 ed il 40% dei ricoveri in reparti di emergenza sia attribuibile all’alcol. Ma se guardiamo all’Italia la situazione non è comunque più rosea: nel nostro paese possiamo registrare l’età più bassa di tutta l’Unione Europea in cui un giovane beve il suo primo bicchiere di vino, con un anticipo di circa due anni sui giovani di tutti gli altri paesi; circa il 50% dei ragazzi ed il 40% delle ragazze consumano bevande alcoliche. Questo ci deve portare a considerare anche la rilevanza delle conseguenze che l’abuso di una sostanza talmente pericolosa comporta: patologie a carico di tutto il corpo, soprattutto gastrointestinali e cardiocircolatorie, e pesanti conseguenze a livello psichiatrico. Particolarmente rilevanti risultano anche le conseguenze sociali derivate dagli effetti sul comportamento dell’uso cronico di alcol: instabilità dell’umore, alterazione dello stato mentale e delle capacità mnestiche correlano fortemente con condotte antisociali (violenze sessuali, omicidi e suicidi, aggressioni e ripercussioni sulle famiglie degli alcolisti), incapacità di svolgere mansioni lavorative e scolastiche ed incidenti stradali che causano migliaia di decessi all’anno, soprattutto tra i giovani. Il largo consumo delle bevande alcoliche è dovuto a molteplici fattori genetici, socio-culturali e dovuti alla natura stessa della sostanza. Bere un bicchiere di vino ai pasti è consigliato dalla maggior parte dei medici come salutare 1

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