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L'arte culinaria in Roma antica e nelle sue manifestazioni periferiche (Como)

Informazioni tesi

  Autore: Vadim Antonelli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi dell'Insubria
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze del turismo
  Relatore: Giorgio Luraschi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 72

Un'interessante analisi dell'arte culinaria nell'antica Roma con tutte le sue componenti: che cosa mangiavano i nostri antenati Romani, quali piatti inventarono e quali cucinavano, le modalità dei pasti e di tutto quello che li caratterizzava, con molte curiosità. Viene inoltre descritta in maniera peculiare la cucina di Comum (Como), che nell'antichità era città romana e quindi presentava le caratteristiche dell'arte culinaria dell'Urbe, mantenendo tuttavia una propria tipicità riscontrabile in diversi prodotti e piatti presenti sul territorio lariano, alcuni dei quali sono in qualche modo sopravvissuti fino ai nostri giorni.

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5 INTRODUZIONE Questa ricerca si propone di analizzare e descrivere le abitudini alimentari dei Romani, muovendo da un discorso generale per quanto riguarda la città capitolina ed intendendo approdare ad un contesto più specifico, da individuarsi nella cucina comasca dell’età antica. All’esito di una fondamentale esperienza lavorativa, l’idea sviluppa una grande passione per la gastronomia del territorio italiano, a cui è seguito il desiderio di approfondire questo tema per capire secondo quali modalità gli antichi ‘dominatori del mondo’ si rapportavano alla cucina, sì da individuarne abitudini e differenze rispetto al periodo moderno. Risulterà palese come essi avessero usi alimentari che al giorno d’oggi invalgono con frequenza molto inferiore, spesso praticamente nulla, poiché occorre tener presente che in tutte le società i gusti cambiano col tempo: è il caso dell’agrodolce, che oggi non è così apprezzato come lo era allora nonché del garum, una salsa di pesce molto forte, diffusissima al punto da costituire l’ingrediente principale di molti piatti, che invece oggi sarebbe ben difficile impiegare. Si tratta dei due esempi forse più calzanti, ma ce ne sono molti altri che verranno esaminati nelle pagine che seguono. Il primo capitolo si concentrerà sullo sviluppo della cucina romana, sulle novità che essa ha introdotto rispetto al periodo precedente la fondazione di Roma (753 a.C.) e sulle funzioni sociali del banchetto. Il secondo capitolo atterrà all’analisi dei pasti e dei cibi, oltre che alla loro preparazione e ai luoghi dove venivano consumati, con una descrizione dei comportamenti che si dovevano tenere a tavola nonché di alcune superstizioni e credenze conviviali. Le numerose fonti relative alla cucina romana, tra cui spiccano quelle ascrivibili alla figura di Apicio, costituiranno l’argomento principale del terzo capitolo, in cui inoltre si descriveranno i banchetti più famosi della letteratura latina ed una serie di curiosità relative ad alcuni golosi personaggi dell’epoca. Il quarto ed ultimo capitolo sarà dedicato alla cucina di Como romana, la quale verrà posta a confronto con quella dell’Urbe: particolare risalto sarà attribuito alla figura di Martino da Como, che ha fornito informazioni fondamentali sull’arte culinaria lariana.

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