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La forma di governo regionale

Informazioni tesi

  Autore: Giuseppina Chianese
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Michele Scudiero
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 163

In questa tesi è illustrata la forma di governo delle regioni ordinarie e speciali dopo le riforme delle leggi costituzionali l. cost. 1/99 e 2/2001. Sono illustrati, in particolare, i nuovi Statuti approvati dalle Regioni e le recenti sentenze della Corte Costituzionale in seguito all'entrata in vigore delle due leggi costituzionali.

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5 INTRODUZIONE Il 1949, che nelle previsioni del Costituente doveva essere l’anno di attuazione dell’ordinamento regionale, segnò, invece, il punto di partenza di un lungo e faticoso processo involutivo che bloccò per oltre un ventennio l’avvio della riforma regionalista nello Stato italiano, mantenendo in vita l’assetto centralistico, ereditato dal regime fascista e dal precedente Stato liberale, fino ai primi anni settanta. Prima di tale data, a parte l’istituzione delle Regioni ad autonomia speciale, assai poco significativi furono gli interventi in materia, nonostante la Carta Costituzionale disponesse che entro “tre anni dall’entrata in vigore della Costituzione” lo Stato adeguasse le sue leggi “alle esigenze delle autonomie locali e alla competenza legislativa attribuita alle Regioni ”. 1 Termine quest’ultimo praticamente impossibile da rispettare appieno. Nel corso della seconda legislatura si infittì il dibattito su quale dovesse essere l’ordine giusto delle iniziative da adottare per dar corpo alla riforma regionale: se approvare dapprima la legge sulla finanza regionale ovvero quella elettorale o, ancora, le leggi cornice, in osservanza dei cui principi fondamentali la Regione sarebbe quindi stata chiamate a legiferare o, infine, la normativa di trasferimento di funzioni e del personale dallo Stato alle Regioni. 2 Appuntando l’attenzione sulle competenze da assegnare all’ente Regione e lasciando in ombra la riflessione sui rapporti intercorrenti tra gli organi titolari della funzione di indirizzo politico, si può affermare che la forma di governo regionale appariva in un certo senso “pietrificata ”. 3 Dall’istituzione delle Regioni ordinarie avvenuta nel 1970, anno di elezione dei consigli regionali, il dibattito sulla forma di 1  IX disp. trans. e finali Cost.  2  Fiorella G. – Sulla Costituzione e funzionamento degli organi regionali – in Nuova Rassegna, 1950, 84  3  Rolla G. – Manuale di diritto pubblico – Torino, Giappichelli, 1994, 169 

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