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Il Parco Nazionale del Gargano: itinerari tematici per la fruizione organizzata

Informazioni tesi

  Autore: Antonio Ventarola
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura
  Relatore: Roberto Mascarucci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 85

“Il viaggio di ricerca
non consiste nel cercare nuove terre,
ma nell’avere nuovi occhi”
(Marcel Proust)

Le nuove tendenze nella pianificazione e progettazione delle aree protette superano i tradizionali criteri, basati su un modello teorico preconfigurato, rigido ed inattendibile per una progettazione efficace delle aree protette.

Si tende ad analizzare la configurazione territoriale caratteristica di ciascun parco, struttura composta di peculiarità naturalistiche ed antropiche, che vanno individuate e valorizzate.

La Conservazione da passiva diventa attiva e, nell'ottica dello sviluppo Sostenibile, rappresenta l'occasione di risanamento di interi sistemi territoriali.

L'obiettivo focale del mio lavoro è di definire un sistema, di percorsi e servizi, compatibile con la struttura del parco, al fine di ottimizzare la fruizione turistica delle risorse.

Il criterio progettuale si articola in tre fasi principali:
- la prima consiste nell'analisi sistematica delle risorse, che produce una configurazione di parco a ''macchia di leopardo'', in cui si delineano le ''buffer zones'';
- la seconda nella sovrapposizione della rete infrastrutturale al sistema integrato delle risorse, al fine di individuare le direzioni principali di accesso e quindi gli itinerari tematici;
- la terza nella definizione di complessi strutturali per la fruizione turistica puntuale dei luoghi, distinti in livelli di valenza di impatto ambientale.

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4 4 INTRODUZIONE “L’istituzione di un’ area protetta comporta la definizione di principi e regole che tutelino i delicati equilibri di un ambiente naturale dagli effetti negativi di una ec- cessiva antropizzazione e, al tempo stesso, agiscano come fattori di regolazione per le attività umane presenti in quelle aree.” (Giovanni Miali ) L’istituzione ufficiale nel 1872 del primo Parco nazionale negli Stati Uniti , quello di Yellowstone, nasce da una concezione protezionista che, di fronte alle trasfor- mazioni economiche in atto, tende ad individuare sul territorio le aree da conserva- re per le future generazioni. Si fa riferimento ad aree poco antropizzate e facilmen- te sottraibili a politiche di sviluppo, in quanto marginali rispetto al territorio sog- getto a trasformazioni socio - economiche . All’inizio del secolo il Parco è considerato quale “isola sul territorio”, da conserva- re dal punto di vista naturalistico ed ambientale. Nel nostro paese, i primi parchi storici (Gran Paradiso e Parco Nazionale d’Abruzzo) nascono come aree nelle qua- li salvaguardare gli aspetti naturalistici. Una politica di conservazione di questo tipo non è più attuabile rispetto al quadro evolutivo del sistema economico dei paesi industrializzati. Si è reso necessario, ap- portare qualche modifica all’approccio delle aree protette, da esclusivamente pro- tezionista a territoriale, sia in senso programmatico, che pianificativo. Si verifica dunque un salto rispetto al quadro politico e culturale del passato. Verso i primi anni ’70, nasce in Francia e si sviluppa nel resto del vecchio conti- nente, una nuova filosofia basata su una innovativa prassi di istituzione e pianifica- zione. Si riconoscono alle regioni maggiori competenze nell’ istituzione e gestione delle aree protette; il parco naturale regionale diviene, infatti, il modello di parco di rife- rimento.

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Parole chiave

ambiente
aree protette
legge 394-1991
parco nazionale del gargano
sviluppo locale

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