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Il colloquio motivazionale come tecnica di promozione della salute. Progetto promozione della sobrietà

“Il colloquio motivazionale è uno stile di counselling, centrato sul paziente, orientato per affrontare un conflitto di ambivalenza al fine di ottenere un cambiamento del comportamento” (W.R. Miller e S. Rollnick). Esso nasce dall’osservazione che la disponibilità al cambiamento non è immutabile nel tempo, ne è un tratto di personalità, ma al contrario si modifica secondo fasi o stadi riconoscibili e modificabili nella loro evoluzione, gli “Stadi del cambiamento” (Prochaska e Di Clemente).

OBIETTIVO E’ la promozione della sobrietà dalle bevande alcoliche ed il suo mantenimento nei bevitori problematici attraverso il colloquio motivazionale, utilizzato nell’intervento integrato di medico ed assistente sanitario durante le visite ambulatoriali nell’Unità di Alcologia della Clinica Medica “A. Murri” di Bari.

STRUMENTI E METODI nel periodo nov.2006 – sett. 2007 86 pazienti visti in prima visita o controllo presso l’ ambulatorio di Alcologia o ricoverati con diagnosi di alcolismo nell’ U.O. di Medicina Interna sono stati divisi in due gruppi: Campione e Controllo, utilizzando un metodo di campionamento con scelta casuale semplice (randomizzati).
Il gruppo campione, composto da 43 persone, 86.04% Uomini con età media di anni 48±0.5 e 13.96% Donne di età media di anni 47±1.0, ha partecipato insieme ai familiari ad un incontro di circa 15-30 minuti di colloquio motivazionale condotto dall’ assistente sanitaria.
Dopo 3-6 mesi, sono stati monitorati i progressi (intesi come astinenza o radicale diminuzione del bere) attraverso un secondo incontro motivazionale di rinforzo. In alcuni casi i pazienti problematici e i suoi familiari hanno partecipato ad ulteriori incontri.
Il gruppo controllo, composto da 43 persone, 83.72% Uomini con età media di anni 48±1.5 e 16.27% Donne con età media di anni 47±0.5, non ha ricevuto il trattamento di cui sopra. A tutti i pazienti è stato chiesto di presentarsi accompagnati dai familiari che hanno partecipato agli incontri.

Per l’elaborazione statistica dei dati è stato utilizzato il metodo del confronto tra proporzioni (Test z).
Abbiamo utilizzato come strumenti di supporto al colloquio motivazionale
•Il calendario dell’astinenza
•La bilancia decisionale rivolta alle persone imprigionate nella dicotomia “Smettere-Continuare”
•Il ritratto che riporta le descrizioni di 6 ipotetiche persone che hanno atteggiamenti diversi rispetto all’alcol.
Gli obiettivi della valutazione sono i seguenti:
1.Periodo di sobrietà: in base alle evidenze scientifiche esaminate l’intervento è efficace se il numero di pazienti astinenti del gruppo campione rispetto al gruppo di controllo è incrementato almeno del 20%.
2. Partecipazione ai CAT: che dovrebbe crescere almeno del 20 % nel gruppo campione.
3. Adesione al percorso terapeutico, incrementando il numero di pazienti che dopo la prima visita decidono di proseguire il trattamento motivazionale in ambulatorio almeno del 10% nel gruppo campione.
RISULTATI
1. Periodo di sobrietà: Gruppo Campione: il 51.16% mantiene la sobrietà (11.63% Donne e 39.53% Uomini) Il 48.83% continua a bere (2.3% Donne e 44.19% Uomini). Gruppo Controllo: il 16.27% mantiene la sobrietà (4.60% Donne e 11.63% Uomini) L’ 83.72% continua a bere (11.63% Donne e 72.09% Uomini).
2. Partecipazione ai CAT: Gruppo Campione il 46.4% frequenta il CAT mentre il 53.6% non lo frequenta. Gruppo Controllo il 13.93% frequenta il CAT mentre il 86.07% non lo frequenta.
3. Distribuzione per numero di visite ambulatoriali effettuate: Gruppo Campione: il 41.86% si è sottoposto solo alla prima visita, il 16.28% alla seconda, l’11.63% alla terza e il 30.23% a quattro o più visite.Gruppo di Controllo: il 60.46% si è sottoposto solo alla prima visita, il 18.60% alla seconda, il 2.3% alla terza e il 18.60% a quattro o più visite.
Dal confronto tra le proporzioni il colloquio motivazionale risulta efficace nel favorire la sobrietà con un OR 5.39 (1.79-16.8) e la frequenza ai CATcon un OR 5.36 (1.7-17.67). Riguardo al punto n.3 l’approccio motivazionale è risultato efficace dopo la seconda visita (z = 2.09 X2 = 4.37).

CONCLUSIONI Si evidenzia così l’importanza di progetti di promozione della salute che, accanto al tradizionale intervento medico favoriscano benessere e risultati stabili nel tempo.

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6 INTRODUZIONE “Al primo bicchiere l’uomo beve il vino, al secondo bicchiere il vino beve il vino, al terzo bicchiere il vino beve l’uomo” Proverbio orientale Tra i comportamenti a rischio per la salute, di notevole importanza è il consumo eccessivo di alcolici. Da lungo tempo l’uso di bevande alcoliche è considerato un fattore di rischio per la salute pubblica, tuttavia l’alcol è parte integrante della vita quotidiana. Le modalità con cui le diverse realtà nazionali si rapportano alle bevande alcoliche variano in relazione al contesto storico, culturale, sociale ed economico delle singole comunità. In realtà le alcoldipendenze costituiscono un problema non soltanto antico, ma più diffuso e letale di quello che crediamo. Le organizzazioni internazionali, in particolare l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), e l’Unione Europea da tempo si stanno adoperando attraverso risoluzioni e piani di intervento che hanno l’obbiettivo di ridurne il consumo e le conseguenze dannose.

Diploma di Laurea

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Rosalba Donnoli Contatta »

Composta da 82 pagine.

 

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