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Il libero convincimento del giudice

In questa tesi è approfondito il tema del libero convincimento del giudice, il suo sviluppo storico e le problematiche che si riscontrano avallando le varie posizioni dottrinali succedutesi nel tempo. Dall'intimo convincimento francese al nostro libero convincimento basato sulle funzioni del giudice nelle varie fasi dell'odierno processo penale si tende a sottolineare la valenza tutt'altro che teorica di tale principio.

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3 INTRODUZIONE. In seguito alla riforma concernente il “giusto processo” e alle varie modifiche apportate a più riprese al codice di rito del 1989, il tema del libero convincimento del giudice ha assunto un rilievo crescente. Ciò è legato alla circostanza che con tali interventi si voleva ridurre il rischio di arbitrarietà nelle valutazioni dei giudici, esigenza molto sentita a partire dai primissimi anni di vita del nuovo codice in relazione ai cosiddetti processi di Tangentopoli. Con la locuzione libero convincimento ci si riferisce ad un metodo che, pur nel riconoscimento della discrezionalità in capo al giudicante, deve essere sempre improntato a razionalità. Si richiede, pertanto, un apprezzamento analitico e completo di tutti gli elementi che sono determinanti ai fini dell’accertamento giudiziale dei fatti. Se è vero che il libero convincimento assume una portata abbastanza chiara nel momento in cui lo si considera quale antitesi al sistema delle prove legali, lo è altrettanto che più sfuggente risulta coglierne la portata nel momento in cui lo si va a considerare nel

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Maria Elisa Gargiulo Contatta »

Composta da 200 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.