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Educazione terapeutica - Proposta di un modello educativo finalizzato alla persona in attesa di trapianto renale

SINTESI DEL PROGETTO

Analisi del problema :
La persona trapiantata di rene deve possedere conoscenze e competenze per gestire con successo la propria condizione di trapiantato.

Obiettivo:
Programmazione di un corso di Educazione terapeutica:
L’obiettivo generale che il corso si propone è di fornire conoscenze e competenze alla persona in attesa di trapianto per Affrontare e Con – vivere con il rene trapiantato.

Strategie / interventi :
Identificazione dei bisogni, attraverso:

- la rilevazione dei dati clinici quali, esami ematici (potassio, fosforo, albumina, proteine totali, colesterolo, trigliceridi, paratormone), rilevazione della pressione arteriosa, incrementi ponderali intradialitici per due mesi, per valutare la compliance del paziente alle cure;

- la somministrazione di un questionario con domande chiuse e una domanda aperta.
Obiettivi pedagogici:

- fornire conoscenze su: cos’è il trapianto di rene (vantaggi e svantaggi), come avviene l’intervento chirurgico, le principali complicanze nella fase post operatoria.
- Fornire conoscenze sulla terapia farmacologica che normalmente accompagna il trapianto (tipi di farmaci, durata etc…) con particolare riferimento ai farmaci immunosoppressori.

- Fornire conoscenze sulle principali complicanze del trapianto.
- Fornire competenze per riconoscere i principali sintomi legati alla terapia immunosoppressiva.

- Fornire conoscenze sul corretto stile di vita da attuare nella fase pre / post trapianto.

- Fornire competenze per attuare un corretto auto controllo.
Selezione dei contenuti e scelte dei metodi educativi,il percorso educativo è stato suddiviso in tre incontri:

Primo incontro - Il trapianto: vantaggi e svantaggi, degenza e possibili complicanze nella fase
post-operatoria. Docente: infermiere, nefrologo;
- metodi educativi: lezioni frontali con l’ausilio di lavagna luminosa, discussione interattiva.

Secondo incontro - La terapia farmacologica: i farmaci immunosoppressori e i loro effetti collaterali
Docente: infermiere, neurologo;
- metodi educativi: lezioni frontali con l’ausilio di lavagna luminosa, discussione interattiva.

Terzo incontro - Con – vivere con il trapianto. Docente: infermiere;
- metodi educativi: lezioni frontali con l’ausilio di lavagna luminosa, simulazione.
Valutazione

La valutazione è da realizzarsi mediante:
- una valutazione cognitiva: attraverso un questionario pre / post incontro,composto da sei domande con risposta a scelta multipla con unica risposta esatta. Il questionario a risposta multipla permette di ridurre le difficoltà di espressione poiché non richiede la relazione di risposte da parte della persona, è facile e comodo da somministrare e la sua correzione è obiettiva.
- una valutazione clinica attraverso la rilevazione di: esami ematici (potassio, fosforo, albumina, proteine totali, colesterolo, trigliceridi, paratormone), rilevazione della pressione arteriosa, incrementi ponderali intradialitici; da realizzare dopo il corso e trimestralmente prima di ogni incontro di follow up, per verificare l’autogestione.
Sono previsti inoltre dei follow-up trimestrali.
Valutazione del corso
E’ previsto un questionario di gradimento del corso e dei curanti-educatori da consegnare ai partecipanti.
Rilevazione durante le normali sedute emodialitiche del numero di domande da parte dei partecipanti aventi come argomento il trapianto (da definirsi numericamente); il numero e l’oggetto delle domande verranno analizzati e diverranno punti di forza per definire gli obiettivi pedagogici degli incontri di follow-up trimestrali.

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4 1.0 INTRODUZIONE La persona affetta da insufficienza renale terminale è costretta a confrontarsi con una malattia che la obbliga a sottoporsi a trattamento dialitico e al contempo a convivere con continue sollecitazioni emotive, psicologiche e cognitive. La terapia dialitica si interrompe solo quando un evento sfortunato, come la morte, ne decreta la fine o quando un evento fortunato come il trapianto renale porta a “nuova vita” la persona. Da tempo ormai il trapianto di rene è divenuta una pratica terapeutica collaudata e diffusa, attualmente costituisce la modalità preferenziale di trattamento per l’uremia terminale, per milioni di persone in tutto il mondo. Il numero di persone in Italia sottoposte al trattamento sostitutivo della funzione renale al 31/ 12/ 2002 era di 50322, di cui 39791 in dialisi e 10531 con trapianto renale funzionante (1); dei nuovi pazienti sottoposti a trattamento tra il 1998 e il 2002, solo un quarto è stato giudicato idoneo al trapianto di rene ed inserito in lista per trapianto renale (2). L’analisi dell’inserimento in lista mostra come l’età e la presenza di patologie concomitanti condizioni l’inserimento stesso, tutti i giovanissimi e la buona parte dei giovani sono inseriti in lista,mentre gli anziani ne sono quasi completamente esclusi. Il numero di persone in attesa di trapianto di rene al 31/12/2004 era di 8554 con un tempo medio di attesa di 3,10 anni e una mortalità in lista del 1,29 %. Il numero di trapianti di rene effettati nel 2004 sono stati 1745 (3). La Legge n. 91 del ’99 ha istituito il Centro Nazionale per i Trapianti(CNT) con sede presso l’Istituto Superiore della Sanità; il CNT svolge numerose funzioni le tra cui: stabilire i criteri di inserimento in lista di trapianto, fissare i criteri e le procedure di assegnazione degli organi, individuare i parametri per la verifica della qualità del risultato delle strutture per i trapianti, promuovere l’informazione e gestione del sistema informativo trapianti in collaborazione col Ministero della Salute (4). In Italia l’organizzazione dei trapianti si basa, come detto, su di un Centro Nazionale(CNT) e su tre Coordinamenti multiregionali: Nord Italia Transplant (NITp), Associazione Interregionale (AIRT), Organizzazione Centro-Sud Trapianti(OCST).

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Sonia Belia Contatta »

Composta da 33 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.