Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Viaggio nell'universo Second Life : "L'isola che non c'è" o "Il paese dei balocchi"?

Questo lavoro è un vero e proprio viaggio nell'universo del mondo virtuale di SL. Partendo dal paradigma collodiano e dalla sua opera "le avventure di Pinocchio", ricca di parallelismi con i mondi virtuali, ho analizzato con attenzione ogni singola fase della creazione di SL, le potenzailità tecnologiche offerte dal medium e le prospettive future offerte dal web 3D. Potrete trovare inoltre una raccolta di articoli significativi usciti nei media tradizionale: selezione fatta dopo lungo periodo di monitorazione dei media. La particolarità del lavoro sta nella semplicità di SL che nasce da un paradigma semantico collaudato ed usato in molte favole.

Mostra/Nascondi contenuto.
Presentazione “C'era una volta... – Un re! – diranno subito i miei piccoli lettori. No, ragazzi, avete sbagliato. C'era una volta un pezzo di legno.” L'avete riconosciuto tutti. Questo è l'incipit de “Le Avventure di Pinocchio”. Un operetta tutta italiana scritta da Carletto Collodi, un libricino uscito a puntate più per bisogno economico dell'autore che per vera e propria vocazione pedagogica. La storia del burattino, nonostante i suoi natali materialistici, ha invaso e pervaso la fantasia di generazioni di ragazzini, ha dato addito a interpretazioni spesso contrastanti tra di loro e a reinterpretazioni in campo musicale e cinematografico. La domanda è più che lecita a questo punto: che senso ha parlare di un burattino per bambini nell'affrontare un mezzo di comunicazione che ha i suoi natali in un tempo in cui le favole sembrano andare in pensione a favore dei videogiochi multimediali? La risposta è molto semplice. Burattini e avatar, favole e videogiochi, schermi lcd e pagine ingiallite di vecchi racconti hanno un unico denominatore comune: la fantasia. La fantasia è la magia che posseggono solo i bambini quando guardano il mondo, quando trasformano un bastone in una spada, una bambola in una bambina, il vuoto accanto a loro nell'amico immaginario che li accompagna a scuola. Ma la fantasia ha un gran brutto difetto: tende a sparire, a nascondersi nei meandri più nascosti della nostra psiche con la crescita, con le responsabilità della maturità. Rare, ma non nascoste, le persone che hanno saputo crescere portando in se la fantasia: e le possiamo vedere in quelle opere che fanno sognare il bambino e provocano profonda nostalgia di un tempo che non è più negli occhi del padre e della madre accanto. Ecco perché Second Life merita, a parere mio, un parallelismo con Pinocchio: probabilmente questo mondo virtuale è uno dei pochi spazi adibiti ancora alla fantasia. Gli ultimi spiragli di un mondo fantastico che non sta scomparendo con la diminuzione dei lettori, ma si sta modificando, sta diventando interattivo. 7

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Francesco Candian Contatta »

Composta da 76 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2407 click dal 21/11/2007.

 

Consultata integralmente 2 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.