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La vendetta secondo Park Chan-wook

Nella mia tesi ho voluto affrontare il film di Park Chan-wook "Sympathy for Mr. Vengeance", adottando un sistema misto tra un'analisi analitica del film e il classico saggio critico. Un procedimento che ha permesso di mettere in luce i significati e le ricorrenze più nascoste, nel film del giovane regista coreano.
Sympathy for Mr. Vengeance uscito per il mercato Home Video in Italia, è ancora ignorato dalla maggior parte della critica cinematografica. Al suo autore non è stato dedicato nemmeno un libro monografico, neppure dopo il grande successo di Old Boy, a differenza del connazionale Kim Ki-duk. Per questo ho ritenuto fondamentale dedicare la mia tesi a questo film. E spero in futuro di poter completare l'opera occupandomi dei due film successivi.

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1 Sympathy for Park Chan-wook Park Chan-wook fa parte di quella fitta schiera di registi “cinefili” che si è imposta in Corea del Sud a partire dagli anni novanta. Sono proprio questi anni a vedere esordire la maggior parte dei nomi che attualmente rappresentano il cinema coreano in patria e all’estero, fra questi: Kim Ki- duk, Hong Sang-soo, Lee Chang-dong e lo stesso Park Chan-wook. Tutti grandi appassionati ed esperti conoscitori del cinema, tanto che il loro lavoro dietro la macchina da presa è evidentemente influenzato dall’amore per la settima arte, perché come diceva François Truffaut “I cinefili sono quelli che mettono in pratica il loro amore per il cinema”. Vi erano cinofili anche tra i registi della generazione precedente, ma mentre a quest’ultimi era data la possibilità di vedere solo film autorizzati dal governo, a partire dalla metà degli anni ottanta nei centri culturali stranieri e nelle università viene data la possibilità a tutti di vedere i grandi classici della cinematografia mondiale. I giovani registi, targati anni novanta, abbandonano il realismo sociale e cominciano a fare film secondo i propri stili e le proprie modalità d’espressione; alcuni di essi avendo alle spalle una grande conoscenza del cinema di genere, amano creare forme ibride con una spiccata attenzione all’estetica dell’immagine e al dialogo. Il risultato è un cinema variegato ed affascinante che riscuote successo anche al dì la dei confini coreani. Esponente di punta di questa “new-wave” proprio Park Chan-wook. Park Chan-wook è nato nel 1963 da una famiglia d’estrazione borghese, all'università studia filosofia e contemporaneamente partecipa alle attività del circolo cinematografico universitario. La svolta è La donna che visse due volte (Vertigo, 1958) di Alfred Hitchcock, che confessa avergli cambiato la vita e spinto a diventare regista. Altra sua predilezione, riversata completamente nei suoi film, sono i romanzi Hard-Boiled di Chandler e Hammet. Chan-wook finita la laurea lavora come aiuto regista di Lee Jang-Ho e Kwak Jae-yong. Nel 1992 grazie all'appoggio di una casa cinematografica di proprietà di un amico scrive e gira il suo primo film The Moon is… the Sun's Dream (id.). Quest’opera di debutto è un misto tra la musica, i romanzi, e i film che gli piacevano all'epoca, e rientra per sua stessa ammissione nel genere di Serie B. Diventato per un ristretto numero di fan un cult movie, non ha però destato attenzione presso il grande pubblico ed è stato dimenticato in fretta. Dopo questa prima esperienza Park lavora in una videoteca e scrive articoli per una rivista di video, ottenendo molto consenso tra i lettori. Nel frattempo scrive una sceneggiatura dopo l'altra ma non trova occasioni per dirigere. Nel 1997 l’occasione si ripresenta e gira la sua seconda opera Trio (id.),

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Andrea Bernardini Contatta »

Composta da 85 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.