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Conferimenti d'opera o di servizi nella S.r.l.

L’art. 2464 comma 6 del c.c., in tema di conferimenti d’opera o di servizi, rappresenta una delle più rilevanti novità prevista dalla riforma del diritto societario, in quanto consente ai soci di poter imputare a capitale sociale tali prestazioni (...) Scopo di questo lavoro è di analizzare l’autentica novità di cui all’art. 2464, comma 6, nei suoi aspetti sostanziali, partendo dunque da un’analisi dei conferimenti in natura e nello specifico dei conferimenti d’opera o di servizi e la loro disciplina alla luce delle principali teorie dottrinali, evidenziando le eventuali lacune normative che emergono da tale studio e tentando di colmarle con soluzioni che siano in armonia con i principi del legislatore della riforma; seguire e verificare le vicende successive al conferimento per poi evidenziare gli aspetti operativi che tale novità ha portato nel nostro ordinamento giuridico–economico, attraverso lo studio delle realtà imprenditoriali direttamente beneficiarie della normativa in questione.

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Conferimenti d’opera o di servizi nella S.r.l. 1 INTRODUZIONE L’art. 2464 comma 6 del c.c., in tema di conferimenti d’opera o di servizi, rappresenta una delle più rilevanti novità prevista dalla riforma del diritto societario, in quanto consente ai soci di poter imputare a capitale sociale tali prestazioni; per poter meglio comprendere e quindi apprezzare tale autentica novità, occorre prima di tutto soffermarsi brevemente con alcuni cenni sulle ragioni del mutamento dei connotati originari della S.r.l. Una prima ragione di tale cambiamento va ricercata nel confronto in termini di efficienza e di flessibilità tra il nostro sistema normativo, in materia societaria, e gli ordinamenti stranieri. Si è notato, infatti, che in altri Paesi comunitari, a differenza di quanto accade in Italia, i benefici propri della S.r.l. possono essere conseguiti anche senza seguire le forme della società per azioni. Sono pertanto legittime le critiche sollevate a suo tempo dalla dottrina nei confronti dell’eccessivo vincolo di parentela istituito dal nostro legislatore relativamente alla disciplina fra S.r.l. e S.p.a., mediante il richiamo di gran parte della disciplina della società azionaria. Altra ragione di tale mutamento va individuata nell’altissima diffusione del tipo S.r.l. tra le imprese italiane; basti pensare che nel gennaio 2003, quasi contemporaneamente con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del D. Lgs. n. 6 del 17 gennaio 2003, recante la “Riforma organica della disciplina delle società di capitali e società cooperative”, erano iscritte nel registro delle imprese 1.000.333 società di capitali, delle quali 936.824 società a responsabilità limitata. Tali dati evidenziano pertanto come la riforma veda al suo centro – pur essendo le imprese individuali ancora di gran lunga numericamente superiori alle società, e, nell’ambito di queste ultime, quelle personali sensibilmente prevalenti su quelle di capitali - la società a responsabilità limitata. Possiamo qui riassumere i lineamenti che rievocano sinteticamente le caratteristiche che hanno contraddistinto il tipo originario della S.r.l.: rilevanza assegnata alla persona del socio; elasticità delle forme e strutture organizzative; partecipazione al capitale

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Marco Bolognesi Contatta »

Composta da 93 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.