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Cessione di ramo d'azienda

La cessione di un ramo d’azienda da un imprenditore ad un altro, seguita dalla stipulazione tra gli stessi di un contratto di appalto, costituisce una delle forme utilizzate per la cd. “esternalizzazione” del processo produttivo, intesa come affidamento a terzi di un’attività precedentemente svolta all’interno dell’impresa.

Nel caso in cui venga utilizzata la forma giuridica dell’appalto, l’imprenditore cedente del ramo, assunta la veste di committente, affiderà al cessionario-appaltatore lo svolgimento di una determinata attività verso un corrispettivo in danaro, per poi reinserirla nel proprio processo produttivo.

Al fine di analizzare compiutamente il fenomeno, è necessario chiarire preliminarmente cosa si intenda per cessione di ramo d’azienda, partendo dall’esegesi dell’art. 2112 del codice civile (così come modificato dal d.lgs. 276/2003) e proseguendo attraverso il raffronto della normativa e della giurisprudenza italiane con quelle comunitarie.

Si analizzeranno inoltre le origini delle operazioni di esternalizzazione (ivi comprese le ragioni socio-economiche), nonché i loro riflessi sulla realtà produttiva attuale e sul mondo giuridico, con particolare, ma non esclusivo, riferimento alla tutela dei lavoratori coinvolti. Un breve cenno riguarderà il caso delle imprese in stato di crisi.

Il fenomeno sarà poi riguardato in riferimento agli appalti pubblici, esclusi, per espressa previsione, dalla disciplina introdotta dal d. lgs. 276/2003 (si veda l’art. 1, comma 2 d.lgs. cit.).

Nell’ultimo capitolo saranno delineati i confini di liceità dell’appalto, anche in relazione al superamento del divieto di appalto di manodopera e all’introduzione della somministrazione di manodopera a tempo determinato o indeterminato ad opera del d. lgs. 276/2003.

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1 INTRODUZIONE La cessione di un ramo d’azienda da un imprenditore ad un altro, seguita dalla stipulazione tra gli stessi di un contratto di appalto, costituisce una delle forme utilizzate per la cd. “esternalizzazione” del processo produttivo, intesa come affidamento a terzi di un’attività precedentemente svolta all’interno dell’impresa. Al fine di analizzare compiutamente il fenomeno, è necessario chiarire preliminarmente cosa si intenda per cessione di ramo d’azienda, partendo dall’esegesi dell’art. 2112 del codice civile (così come modificato dal d. lgs. 276/2003) e proseguendo attraverso il raffronto della normativa e della giurisprudenza italiane con quelle comunitarie. Con il d. lgs. 276/2003 sembra chiudersi definitivamente la lunga e tormentata stagione dell’adattamento della normativa interna a quella europea in tema di “mantenimento dei diritti dei lavoratori” nelle vicende traslative delle aziende o come si legge nelle direttive europee delle imprese. Stagione che dopo le iniziali inerzie del legislatore ha preso l’avvio con l’art. 47

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Anna Rosa Bisceglie Contatta »

Composta da 127 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.