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Valutazioni dosimetriche comparative in diagnostica preimplantare mediante TC

Nel valutare le dosi efficaci connesse all’uso di diverse apparecchiature per la diagnostica preimplantare, abbiamo considerato tre diverse ipotesi:
• I ipotesi, in stretto accordo con le raccomandazioni dell’ICRP 60 (cervello come unico remainder)
• II ipotesi, interpretando l’ICRP 60 e attribuendo un fattore di peso alle ghiandole salivari, considerandole remainder, essendo la dose significativamente maggiore di quella ricevuta dal cervello; questa ipotesi è supportata da diversi autori nella letteratura
• III ipotesi, attribuendo anche alle mucose un fattore di peso, per valutarne l’influenza
Le rilevazioni dosimetriche sono state effettuate utiliz-zando dei dosimetri a termoluminescenza di fluoruro di Litio (TLD-100 Harshaw). Per le energie impiegate nella diagnostica ci sono margini di errore non superiori al 5-8%; per ridurre ulteriormente il margine di errore nella lettura dei dosimetri che ricevono dosi minime, durante le prove sono state effettuate tre indagini diagnostiche conse-cutive. Da un gruppo di 500 TLD sono stati selezionati 252 dosimetri caratterizzati da una DS compresa tra 0.5% e 5%. Per lo studio della distribuzione della dose è stato utilizzato il fantoccio antropomorfo ALDERSON–RANDO costituito da materiale tessuto equivalente mo-dellato intorno a una componente scheletrica, diviso in sezioni trasversali di 2.5 cm, dotate di appositi alloggia-menti per i dosimetri, in corrispondenza dei diversi reperi anatomici. Per la misurazione sono stati effettuati anche alcuni altri alloggiamenti ad hoc per avvicinarsi maggior-mente alle strutture radiosensibili del complesso maxillo-facciale.
Prima dell’inserimento all’interno del fantoccio, i dosimetri sono quindi stati alloggiati in bacchette realizzate apposita-mente per il presente lavoro con resina autopolimerizzante (di densità equivalente al materiale di riempimento del fantoccio), perfettamente uguali e realizzate ad hoc per il singolo sito. Ogni bacchetta è stata provata e adattata tra-mite fresatura all’alloggiamento del fantoccio, in modo da poter scorrere senza provocare attrito del TLD in essa ospi-tato contro le pareti dell’alloggiamento, riducendo al mi-nimo la manipolazione dei dosimetri, come mostrato in figura.
L’irraggiamento del fantoccio antropomorfo è stato effettua-to, con modalità analoghe a quelle abitualmente impiegate per l’esecuzione di un indagine TC pre-implantare finaliz-zato ad ottenere riformattazioni 2D e 3D con tre differenti apparecchiature.
1. LIGHT SPEED QXI (General Electric, USA) Multi Slice TC (MSTC)
2. PQ 5000 (Picker International, Ohio, USA) Spiral TC (STC)
3. NewTom (QR srl, Verona, Italia) Volumetric TC o Cone Beam TC (CBTC)
La stima del rischio è stata calcolata moltiplicando i valori della dose efficace per i coefficienti nominali di probabilità sta-biliti dall’ICPR60, calcolando il rischio di tumore letale, non letale e il detrimento totale (somma dei precedenti).
I valori di dose efficace per irradiazione della mascella sono compresi tra 0.06 mSv (CBCT nella I ipotesi) e 0.89 mSv (MSCT nella III ipotesi), mentre l’irradiazione della mandibola presenta valori compresi tra 0.05 mSv (CBCT nella I ipotesi) e 0.87 mSv (MSCT nella III ipotesi). I valori di dose efficace sono compresi: fra 0.10 mSv (I ipotesi, mandibola) e 0.37 mSv (III ipotesi, mandibola) nella SCT (TC spirale a singolo detettore); fra 0.34 mSv (I ipotesi, mandibola) e 0.89 mSv (III ipotesi, mascella) nella MSCT (TC spirale multi-detettore); fra 0.05 mSv (I ipotesi, mandibola) e 0.11 mSv (III ipotesi, risultati identici fra mascella e mandibola) nella CBCT (TC volumetrica Cone Beam).
Le dosi efficaci più basse si sono riscontrate dunque riscontrare con l’utilizzo della TC Cone Beam per irradiazione della mandibola, le più alte con la TC MultiSlice per irradiazione della mascella.
I risultati della ricerca hanno consentito di individuare in modo attendibile la distribuzione delle dosi assorbite e conseguentemente di prospettare stime del relativo rischio connesso a esami TC nelle diverse apparecchiature considerate. I dati dello studio, unico in letteratura per aver comparato TC spirale Fan Beam (a singolo e multi-detettore) e TC Cone Beam, dimostrano che appare ridimensionato il rischio connesso alla TC spirale rispetto ad alcuni dati presenti in letteratura e che la TC Cone Beam ha le caratteristiche per diventare l’approccio radiologico di prima istanza per la valutazione del distret-to odonto-maxillo-facciale in fase pre-implantare.

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3 Introduzione Nell’ultimo decennio si è assistito a un progressivo rapido incremento dell’impiego di impianti endossei per l’edentulismo parziale o totale. L’affermazione della chirurgia impiantare è strettamente correlata, anche storicamente, alla realizzazione di impianti biocompatibili con il substrato osseo, comunemente definiti “osteo-integrati” cilindrici (Root Form Implants), che hanno consentito un sensibile incremento dei successi a lungo termine. L’impiego estensivo della chirurgia implantare, così come l’ottimizzazione della sua realizzazione e quindi l’incremento della percentuale di successi, sono a loro volta strettamente correlati con l’ottimizzazione della pianificazione implantologica, in cui la diagnostica per immagini occupa un ruolo di primaria importanza. Si può infatti affermare in senso lato che la moderna tecno- logia implantare ha stimolato le applicazioni della diagnostica per immagini e in particolare quelle a più elevato contenuto tecnologico; allo stesso tempo la chirurgia implantologia, an- che in virtù del supporto fornito dalla diagnostica per immagi- ni, è stata protagonista di un’evoluzione che le ha consentito di superare rapidamente limiti ritenuti pochi anni prima invali- cabili. Alla diagnostica per immagini si richiedono informazioni di ordine morfo-volumetrico, topografico e densitometrico, pre- valentemente nella fase di programmazione dell’intervento impiantare. Fino a pochi anni fa i rilievi anatomo-strutturali pre-chirurgici e la scelta della strategia implantare si desume- vano dalle metodiche radiologiche cosiddette “tradizionali” co- me l’ortopantomografia (OPT) e le radiografie endorali, an- cora utilizzate per una valutazione complessiva di prima istan- za della dimensione ossea verticale, ma non di rado inadegua- te per un’accurata valutazione del sito implantare, principal- mente per i limiti derivanti dalla bidimensionalità della rappre- sentazione e dall’impossibilità di valutare la dimensione vesti- bolo-orale con la necessaria precisione richiesta attualmente per la pianificazione pre-implantare ottimale (selezione dei soggetti e scelta del sito più idoneo).

Tesi di Laurea

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Mario Cappellin Contatta »

Composta da 52 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.