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Dickens Diviso: Casa Desolata e Il Mistero di Edwin Drood

Informazioni tesi

  Autore: Francesca Buligan
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Udine
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Lingue e culture internazionali
  Relatore: Marisa Sestito
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 118

In ogni autore vi sono delle costanti che ne caratterizzano il percorso artistico, rendendolo in certa misura unico e speciale. In particolare, Dickens è un artista ed un uomo diviso, nel quale convivono aspetti fra loro discordanti:

Nessuno possedette il suo fiducioso candore e la sua bonomia e nessuno fu più allucinato: nessuno conobbe come lui la vita colorata e felice di ogni giorno e nessuno si inoltrò con tale fervore nel regno delle tenebre: era luminosissimo e notturno: superficiale e profondo: abitava soltanto cogli uomini reali e parlava soltanto con gli spettri: era ingenuo e sapeva tutto: lieto e pieno di orrori, gioioso e divorato dalle ossessioni (CITATI PIERO).

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2 In ogni autore vi sono delle costanti che ne caratterizzano il percorso artistico, rendendolo in certa misura unico e speciale. In particolare, Dickens è un artista ed un uomo diviso, nel quale convivono aspetti fra loro discordanti: nessuno possedette il suo fiducioso candore e la sua bonomia e nessuno fu più allucinato: nessuno conobbe come lui la vita colorata e felice di ogni giorno e nessuno si inoltrò con tale fervore nel regno delle tenebre: era luminosissimo e notturno: superficiale e profondo: abitava soltanto cogli uomini reali e parlava soltanto con gli spettri: era ingenuo e sapeva tutto: lieto e pieno di orrori, gioioso e divorato dalle ossessioni (CITATI PIERO). 1 La semplicità con cui egli sapeva gettarsi nelle acque dolci e allo stesso tempo nei fondali più tenebrosi dell’esperienza umana è stupefacente, quanto lo è la straordinaria ecletticità delle figure partorite dalla sua sconfinata fantasia. Dickens è un grande creatore di personaggi, ciascuno dei quali è dotato di un proprio linguaggio e gestualità, entrambi conformi al ruolo svolto nelle pagine del libro. La grande accuratezza con cui l’autore ideava queste gallerie di ritratti, prestando attenzione ai minimi dettagli, rende tali fantastiche apparizioni in parte vive e reali: nell’infinita serie di personaggi egli seppe riflettere la folla londinese del suo tempo e i ricordi della propria infanzia, riuscendo a creare una particolare forma di romanzo sociale, in cui l’analisi della società è condotta attraverso lo studio delle relazioni di singoli individui e del loro snaturamento sotto l’influenza dell’egoismo e dell’ambizione. Nelle sue opere si contrappongono le figure più oscure e fosche, simboli assoluti del male, e le figure dei perseguitati (spesso fanciulli soli) o quelle angeliche degli eroi del bene. Il mondo dickesiano si popola di molti split selves, di queste identità frantumate che tanto affascinano il lettore: l’amato David Copperfield e il suo alter ego Steerforth; l’Ebenezer Scrooge di un Canto di Natale; Esther Summerson e John Jasper; senza dimenticare poi il Pip di Grandi Speranze. All’interno dei propri romanzi cercò di comunicare la contraddittorietà umana e spesso lo fece ricorrendo ad una prospettiva non univoca e alla relatività dello sguardo. La frammentarietà dickensiana raggiunse il livello di massimo sviluppo in Casa Desolata e nel parimenti complesso Edwin Drood. In entrambi la 1 Citati Piero, Il Male Assoluto Nel Cuore Del Romanzo Dell’Ottocento, Mondadori, Milano 2000, p.229

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