Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Gestione del rischio silice

Con questo lavoro si è cercato di trattare una problematica conosciuta da tempo la silicosi,malattia professionale di antichissima origine,attraverso un lavoro sperimentale quindi con raccolta di dati "campionamenti" si è voluto dimostrare come esiste una reale esposizione a silice in determinate attività produttive e come una prolungata esposizione ad essa può comportare gravi pataologie polmonari spesso fatali

Mostra/Nascondi contenuto.
Prefazione La silice è un composto del silicio la cui formula chimica è SiO 2 . è presente, in quantità elevate, sulla crosta terrestre in forma amorfa ed in forma cristallina come quarzo, Cristobalite e Tridimite . La silice, rappresenta dopo l’ossigeno, l’elemento più abbondante in natura costituendo il 28% in massa di tutta la crosta terrestre con il solo quarzo che ne rappresenta il 12% in volume (1). La sua pericolosità per la salute, diviene evidente durante le lavorazioni che ne provocano la diffusione come materiale aerodisperso. Il rischio tecnopatico cresce quindi con l’aumentare della frazione respirabile presente nell’aria ed è funzione, nelle prime fasi, del tempo di esposizione. Il corteo sintomatologico, espressione della malattia, eccettuati i casi ad evoluzione“acuta”, compaiono solitamente dopo molti anni di esposizione. Sono noti, tuttavia, anche altri effetti della silice sulla salute: E’stata infatti dimostrata una relazione con l’insorgenza di carcinomi (cancro al polmone; IARC 1997) (2), nonché possibile noxa patogena in altre patologie autoimmuni: artrite reumatoide, LES e ancora in alcune disfunzioni renali croniche; (Cavariani, 2004). Dal punto di vista dell’instaurazione dell’obbligo assicurativo, l’INAIL ha adottato, a seguito dell’indicazione del Ministero del Lavoro, un valore di soglia pari a 0,05 mg/m 3 di quarzo respirabile (esattamente la meta dell’ACGIH). E’ bene ricordare pero, che la comunità scientifica ha proposto un ulteriore abbassamento di tale valore di soglia a 0,04 mg/m 3 WHO . Nel 1997 IARC ha incluso

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Aimone Liotta Contatta »

Composta da 72 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1486 click dal 06/12/2007.

 

Consultata integralmente 5 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.