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La responsabilità civile del chirurgo estetico

La tesi si è prefissata lo scopo di analizzare le principali questioni in tema di responsabilità civile del chirurgo estetico, ponendo in evidenza i problemi ancora aperti e cercando di darne una soluzione personale: infatti, vi è notevole incertezza sul tipo di obbligazione assunta, sull'estensione del dovere informativo, sui danni risarcibili.
Una differenziazione di disciplina rispetto alla responsabilità medica in generale è stata sostenuta sia con riguardo alla natura dell'obbligazione assunta, sia con riferimento al dovere di informazione, che è stato ritenuto più ampio in chirurgia estetica. L'analisi svolta ha cercato di porre in evidenza la profonda divergenza che sussiste tra la chirurgia estetica e le altre branche della medicina, giustificando il ricorso ad una disciplina parzialmente diversa, non per quanto attiene al dovere informativo, ma per quanto rigurda la natura dell'obbligazione. Infatti, si è cercato di confutare la tesi dell'obbligazione di mezzi, sostenendo l'esistenza, in capo al chirurgo estetico, di un obbligazione di risultato. Inoltre, si è dimostrato come non sia condivisibile l'impostazione in base alla quale vi sarebbe, in questo settore della medicina, un più ampio dovere di informazione, in quanto esteso anche al risultato raggiungibile, poichè il suddetto obbligo sussiste in capo ad ogni medico.

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1 Premessa Per affrontare l’argomento oggetto di trattazione, si è reso preliminarmente necessario analizzare i principali profili relativi alla responsabilità medica, in modo da tracciare un quadro generale nel quale inserire il caso specifico del chirurgo estetico: ciò ha consentito di evidenziare, nel secondo capitolo, le peculiarità di disciplina relative a questo particolare settore della medicina. Dopo aver sottolineato che il medico è un professionista intellettuale che stipula con il paziente un contratto d’opera intellettuale, si è posto in evidenza come, nell’ambito della responsabilità medica, vi sia un’attenuazione delle diversità di disciplina tra responsabilità contrattuale ed extracontrattuale: infatti, vi è la tendenza ad unificare il regime giuridico, creando un corpo uniforme di norme, che porta ad un sostanziale superamento della distinzione tra responsabilità contrattuale ed aquiliana, configurando una peculiare forma di responsabilità che mutua elementi propri di entrambe, nell’ambito di un vero e proprio sottosistema, da collocarsi in una posizione autonoma. E’ stato, poi, necessario soffermarsi sulla responsabilità del medico dipendente, sottolineandone la natura contrattuale: infatti, pur in assenza di uno specifico contratto tra sanitario e paziente, si instaura un rapporto da “contatto sociale”, dal quale nasce un affidamento nella professionalità del medico, su cui gravano i c.d. obblighi di protezione nell’ambito di un’obbligazione senza prestazione, che afferisce a quei rapporti obbligatori caratterizzati dalla mancanza di un obbligo primario di prestazione. Nella sezione volta a tracciare un quadro generale della responsabilità medica, si è anche dovuto fare riferimento al tormentato problema relativo alla natura dell’obbligazione assunta dal medico, evidenziando il sostanziale ridimensionamento della dicotomia e prendendo atto che, mentre in generale si è concordi nel sostenere la natura di obbligazione di mezzi assunta dal sanitario, in settori specifici, come quello della chirurgia estetica, è preferibile configurare un’ obbligazione di risultato in capo al medico. Si deve, comunque, precisare che non va accolta la

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Anna Novelli Contatta »

Composta da 251 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.