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L'orto di S.

Per una coppia di felici genitori ricevere la notizia che il proprio bambino può essere affetto da una disabilità rappresenta una sorta di shock, un evento potenzialmente destabilizzante. La famiglia spesso proietta ansie e insicurezze sul figlio il quale ritarda ulteriormente il suo processo di crescita verso l’autonomia e l’integrazione sociale.
Se fino a qualche tempo fa l’elemento centrale del sistema d’integrazione su cui agire era considerato l’alunno disabile, ora appare chiaro come la prospettiva di approccio vada rovesciata e come l’integrazione possa attuarsi soprattutto intervenendo sul sistema scuola nel suo complesso.
Il punto centrale non sta nell’integrare una particolare categoria di alunni all’interno delle classi cosiddette “normali”, ma nel far crescere delle comunità scolastiche che rispondano ai bisogni educativi e sociali di ciascun alunno. Da qui la conseguenza che i compiti della scuola non possono situarsi solo all’interno della relazione docente-alunno, ma devono allargarsi al di fuori di questo rapporto per coinvolgere il contesto, l’ambiente in cui l’alunno vive. Per quanto riguarda l’integrazione scolastica, la presenza attiva e responsabile dei genitori è di fondamentale importanza affinché siano rispettati i diritti della persona in situazione di disabilità , e per questo è interessante comprendere le dinamiche di adattamento allo stress e le risorse che la famiglia possiede per poter effettuare interventi fruttuosi di sostegno e di coinvolgimento operativo (formazione e patnership educativa).
Il percorso scolastico che presenterò riflette la volontà di orientare e inserire S. in un percorso formativo che le fornisca la possibilità di evolvere dal punto di vista dell’autonomia sociale e della capacità di vivere in un determinato contesto.
Esso inoltre vuole sottolineare, a mio avviso, alcuni elementi fondamentali, alcune caratteristiche operative positive in cui coinvolgere attivamente i ragazzi in situazione di disabilità e non solo. Il presente lavoro evidenzia alcuni punti centrali nella positiva costruzione di un percorso formativo in cui il ragazzo disabile sia parte attiva e integrante di un progetto che coinvolga tutta la classe.
Ecco alcuni punti centrale del progetto educativo:
• una forte collaborazione tra gli insegnanti;
• un’apertura all’esterno e un utilizzo delle risorse del territorio;
• la centralità degli alunni come soggetti attivi della costruzione della propria conoscenza;
• le relazioni solidali tra i compagni di scuola con le loro varie diversità come trama indispensabile per tessere l’integrazione;
• l’apprendimento cooperativo in piccoli gruppi eterogenei;
• la crescita psicologica di tutti gli alunni;
• raccordo tra il PEI differenziato e la programmazione della classe;
• la replicabilità.

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3 Introduzione Per una coppia di felici genitori ricevere la notizia che il proprio bambino può essere affetto da una disabilità rappresenta una sorta di shock, un evento potenzialmente destabilizzante. La famiglia spesso proietta ansie e insicurezze sul figlio il quale ritarda ulteriormente il suo processo di crescita verso l’autonomia e l’integrazione sociale. Se fino a qualche tempo fa l’elemento centrale del sistema d’integrazione su cui agire era considerato l’alunno disabile, ora appare chiaro come la prospettiva di approccio vada rovesciata e come l’integrazione possa attuarsi soprattutto intervenendo sul sistema scuola nel suo complesso. Il punto centrale non sta nell’integrare una particolare categoria di alunni all’interno delle classi cosiddette “normali”, ma nel far crescere delle comunità scolastiche che rispondano ai bisogni educativi e sociali di ciascun alunno. Da qui la conseguenza che i compiti della scuola non possono situarsi solo all’interno della relazione docente-alunno, ma devono allargarsi al di fuori di questo rapporto per coinvolgere il contesto, l’ambiente in cui l’alunno vive. Per quanto riguarda l’integrazione scolastica, la presenza attiva e responsabile dei genitori è di fondamentale importanza affinché siano rispettati i diritti della persona in situazione di disabilità 1 , e per questo è interessante comprendere le dinamiche di adattamento allo stress e le risorse che la famiglia possiede per 1 Cfr. la Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate, n. 104 del 5 febbraio 1992, art. 12, comma 5. Cfr. anche, per un approfondimento sul tema, M. Pavone, L’integrazione degli allievi disabili, in D. Ianes, F. Celi, S. Cramerotti, Il piano educativo individualizzato- progetto di vita. Guida 2005-2007, Erickson, Trento 2006, pp. 759-816.

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Giuseppina Palumbo Contatta »

Composta da 40 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.