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Accertamento delle droghe d'abuso e sicurezza stradale. Ruolo dell'infermiere della Polizia di Stato

Informazioni tesi

Infermieristica forense
  Autore: Francesco Scagliusi
  Tipo: Tesi di Master
Master in
Anno: 2007
Docente/Relatore: Erminio Chirico
Istituito da: Università degli Studi di Bari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 66

Questo lavoro intende proporre un’ipotesi di possibile impiego dell’infermiere forense in attività tese in ultima analisi alla prevenzione. In particolare riferisce l’esperienza di un Ufficio Sanitario della Polizia di Stato nella partecipazione a servizi operativi di prevenzione e controllo insieme alla Polizia Stradale.
Inoltre descrive la figura dell’infermiere della Polizia di Stato come professionista sanitario che può rivestire un ruolo specifico nell’accertamento delle droghe d’abuso, che risultano essere un rilevante fattore di rischio di incidenti stradali.
Gli incidenti stradali rappresentano un problema di assoluta priorità per la sanità pubblica per l’alto numero di morti e di invalidità permanenti e temporanee. Ai costi sociali e umani si aggiungono elevati costi economici che rendono la questione della sicurezza stradale un argomento di grande importanza per i sistemi sanitari e i programmi di prevenzione.
Gli incidenti infatti sono dovuti a fattori umani, a fattori ambientali e a fattori connessi con il veicolo. I fattori umani incidono in misura pre-ponderante (percentuale stimata intorno al 60%) e possono essere molto diversi; fra questi risultano molto importanti l’aggressività, il disadattamento sociale, l’uso di alcool e di sostanze psicotrope. Riguardo agli stupefacenti, è stato dimostrato da numerosi studi epidemiologici che l’assunzione di sostanze come allucinogeni, anfetamine, cannabinoidi, cocaina, estasi, inalanti e oppiacei comporta un notevole aumento del rischio di incidente, specie se questa è accompagnata dal consumo di alcool.
È evidente quindi che le problematiche legate alla sicurezza stradale costituiscono un aspetto primario di sanità pubblica. Richiedono pertanto il coinvolgimento di tutte le componenti della società, non solo le istituzioni, ma anche gli operatori sanitari, le famiglie, le scuole.
In quest’ambito si ritiene che possa essere direttamente chiamato in causa l’infermiere forense.
“L’infermieristica forense consiste nell’applicazione delle scienze in-fermieristiche alle procedure pubbliche o giudiziarie; si occupa inoltre degli aspetti giuridici dell’attività sanitaria, uniti alla preparazione bio-psicosociale dell’infermiere diplomato, e li applica all’indagine scientifica e al trattamento dei traumi (o della morte) di vittime (o degli autori) di abusi, violenze, attività criminale e incidenti” (definizione della IAFN: International Association of Forensic Nurses).
In molte delle funzioni e attività che la storica società americana attribuisce all’infermiere forense si può riconoscere una stretta analogia con la figura dell’infermiere di polizia, a cui si adatta in modo particolare quanto previsto dal primo enunciato della definizione IAFN, e cioè il contemporaneo interesse alla disciplina infermieristica, alla salute pubblica e alle implicazioni giuridiche dell’attività professionale.
L’attività di un infermiere che presti la sua opera in un Ufficio Sanitario della Polizia di Stato è principalmente diretta alla tutela della salute dei dipendenti dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza. La sua funzione giuridica di operatore sanitario e di ufficiale di polizia giudiziaria lo coinvolge anche in attività dirette alla prevenzione ed eventualmente repressione di reati.
Un esempio è la partecipazione ad attività di polizia tese a prevenire il fenomeno sociale noto come “stragi del sabato sera”. L’obiettivo è di ottenere una sensibile riduzione del numero degli incidenti stradali, at-traverso il rispetto degli articoli 186 e 187 del Codice della Strada, che riguardano la guida di veicoli in stato di ebbrezza alcoolica e di alterazione psico-fisica correlata all’uso di sostanze stupefacenti e psicotrope.
In questa riflessione e in questa azione di prevenzione in senso lato è pienamente coinvolto l’infermiere, operatore sanitario deputato all’assistenza infermieristica, “di natura tecnica, relazionale, educativa” (DLgs 739/94). L’infermiere “partecipa all’identificazione dei bisogni di salute della persona e della collettività”, e pertanto è pienamente coin-volto in un sistema sanitario, che ha la funzione di assicurare il massimo livello di salute a livello individuale e sociale.
La pericolosità sociale dei fenomeni legati alla tossicodipendenza interessa a maggiore ragione l’infermiere forense.
Sulla base di queste considerazioni appare evidente la necessità di condividere strategie e protocolli operativi in ambito sia preventivo che repressivo; e, soprattutto, la necessità che tutte le figure professionali coinvolte nella salute e nella prevenzione si adoperino e coinvolgano ogni buon cittadino nella costruzione e nel rafforzamento di una cultura della sicurezza e della legalità.

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Introduzione 7 Introduzione Questo lavoro intende proporre un’ipotesi di possibile impiego dell’infermiere forense in attività tese in ultima analisi alla prevenzione. In particolare riferisce l’esperienza di un Ufficio Sanitario della Polizia di Stato nella partecipazione a servizi operativi di prevenzione e controllo insieme alla Polizia Stradale. Inoltre descrive la figura dell’infermiere della Polizia di Stato come professionista sanitario che può rivestire un ruolo specifico nell’ac- certamento delle droghe d’abuso, che risultano essere un rilevante fatto- re di rischio di incidenti stradali. Gli incidenti stradali rappresentano un problema di assoluta priorità per la sanità pubblica per l’alto numero di morti e di invalidità permanen- ti e temporanee a . Ai costi sociali e umani si aggiungono elevati costi e- conomici che rendono la questione della sicurezza stradale un argomento di grande importanza per i sistemi sanitari e i programmi di prevenzione. Gli incidenti infatti sono dovuti a fattori umani, a fattori ambientali e a fattori connessi con il veicolo. I fattori umani incidono in misura pre- ponderante (percentuale stimata intorno al 60%) e possono essere molto diversi; fra questi risultano molto importanti l’aggressività, il disadatta- mento sociale, l’uso di alcool e di sostanze psicotrope. Riguardo agli stu- pefacenti, è stato dimostrato da numerosi studi epidemiologici che l’assunzione di sostanze come allucinogeni, anfetamine, cannabinoidi, cocaina, estasi, inalanti e oppiacei comporta un notevole aumento del ri- schio di incidente, specie se questa è accompagnata dal consumo di al- cool 1 . È evidente quindi che le problematiche legate alla sicurezza stradale costituiscono un aspetto primario di sanità pubblica. Richiedono pertanto il coinvolgimento di tutte le componenti della società, non solo le istitu- zioni, ma anche gli operatori sanitari, le famiglie, le scuole. In quest’ambito si ritiene che possa essere direttamente chiamato in causa l’infermiere forense. Per quanto oggi non esista in Italia un infer- miere forense giuridicamente definito, si può tentare di delinearne il campo di attività rifacendosi al profilo proposto nel 1998 dalla Società Internazionale degli Infermieri Forensi (IAFN: International Association of Forensic Nurses). Questa società fu fondata nel 1992 da un primo nu- cleo di infermieri specializzati nell’assistenza alle vittime di violenza ses- suale (ma già nel 1991 la prestigiosa American Academy of Forensic Science aveva parlato dell’infermieristica forense come branca speciali- a Gli incidenti stradali provocano ogni anno in Italia circa 8.000 decessi (2% del tota- le), circa 170.000 ricoveri ospedalieri e 600.000 prestazioni di pronto soccorso non se- guite da ricovero; rappresentano inoltre la prima causa di morte tra i maschi sotto i 40 anni (www.ministerosalute.it/promozione/promozione.jsp, accesso il 10 ottobre 2007).

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Parole chiave

abuso
codice della strada
droga
drug abuse
forense
infermiere forense
infermieristica
sicurezza stradale
stragi del sabato sera
stupefacenti
tossicologia

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