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Casting: icone, moda e società. Il percorso dell'identità fisica e sociale della donna nel Novecento. Mode e modelli che hanno guidato un'evoluzione.

Informazioni tesi

  Autore: Franca Pietropaolo
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi Suor Orsola Benincasa - Napoli
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale
  Relatore: Agata Chiusano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 219

Obiettivo della mia tesi è proporre una panoramica del percorso evolutivo della donna nel corso del novecento attraverso l’analisi della storia della moda e del femminismo. Per ogni decennio sono state prese in considerazione le più importanti tappe della storia del femminismo, il modus vivendi della donna comune, le proposte provenienti dal mondo della moda e le icone del cinema e dello spettacolo in generale, icone che sono diventate di volta in volta un modello di riferimento per il pubblico di massa. Da questo ultimo punto si evince che, anche quando non si parlava ancora di casting e quindi di scelta esplicita di determinati stereotipi, esistevano comunque dei modelli a cui il pubblico si ispirava. Veniva a formarsi una sorta di circolo: la moda, attraverso la sua evoluzione, lanciava nuovi stili, le dive interpretavano queste tendenze e il pubblico di massa si adattava ai nuovi canoni estetici. Attraverso questo circuito la moda si è trasformata in una sorta di simbolo, in un espediente attraverso il quale dichiarare la propria appartenenza ad un gruppo, o meglio ad un periodo storico. Basti pensare agli anni 60/70 e agli anni 80, quando sono venuti a crearsi dei veri e propri gruppi di giovani accomunati dallo stesso modo di vestire e dagli stessi ideali (come gli Hippies, i Mod, i Punk, i Dark e i New Romantic).
Ma la moda ha seguito soprattutto l’evoluzione della donna nel novecento attraverso la semplificazione dell’abbigliamento e la liberazione del corpo da veri e propri strumenti di tortura quali il busto e le stecche di ferro.
Di ciò si è occupato in primis lo stilista Paul Poiret a partire dagli anni venti, ma la prima vera grande rivoluzionaria è stata Coco Chanel, una delle più importanti icone nel panorama del femminismo del secolo scorso; Chanel è stata la prima ad osare, è stata la prima ad adattare l’abito al corpo, al suo corpo e non alle esigenze di una società che relegava la donna all’ unica funzione di procreatrice. Attraverso queste nuove tendenze è cambiato radicalmente il modo di considerare l’abito che non è più soltanto il vestito per il corpo, ma un mezzo di espressione, lo specchio attraverso cui si riflette l’immagine della donna. È proprio questa la chiave di lettura della presente tesi: una sorta di studio parallelo tra la storia della moda, la storia della donna e dei suoi diritti e l’individuazione delle più importanti icone del secolo scorso.
Sono tre percorsi apparentemente differenti, che studiati in modo parallelo, permettono di comprendere quanto l’emancipazione e l’evoluzione della donna sia stata influenzata e in un certo senso guidata dalla moda e dalle immagini proposte dai mezzi di comunicazione.
Questo fenomeno, negli ultimi decenni è stato spinto agli estremi nel momento in cui la spettacolarizzazione della moda e la nascita delle top model hanno amplificato un fenomeno che in passato prevedeva soltanto manichini da sartoria e dive del cinema che poco si concedevano alla curiosità del pubblico.
Negli ultimi anni tutto ciò è sfociato in vere e proprie patologie come l’anoressia o la continua corsa verso un corpo ideale, speculare alle immagini proposte dai media. Un fenomeno parallelo all’exploit delle nuove tecnologie e all’ingresso dei mezzi di comunicazione di massa in quasi tutte le famiglie: mezzi di comunicazione che mettono al bando lo stile di vita e l’immagine di modelle che non sono più soltanto tali. La modella Kate Moss del terzo millennio non è certo alla pari della modella degli anni sessanta Isa Stoppi. I canoni estetici non sono cambiati, a cambiare è l’immagine che lo spettacolo monta intorno ai nuovi personaggi. La modella non è più soltanto un corpo che mostra e indossa le ultime creazioni degli stilisti, ma è una vera e propria icona, un modello di riferimento come in passato lo erano le grandi attrici internazionali.
C’è da dire infatti che attraverso i casting sono sempre state scelte modelle con determinati canoni estetici, non sono queste a danneggiare il pubblico, ma piuttosto l’amplificazione di un fenomeno ormai mediatico. Le sfilate di moda infatti non sono più soltanto tali ma, sono diventate dei veri e propri eventi che catalizzano l’attenzione di tutte le emittenti televisive e dei giornalisti e coinvolgono personaggi famosi e ammirati dal pubblico.
Dopo una dettagliata analisi circa l’evoluzione del corpo, la rivoluzione della moda, l’emancipazione della donna, lo studio dei modelli di riferimento per il pubblico, è proprio in questo modo che si conclude il presente elaborato; con una breve analisi circa la spettacolarizzazione dell’evento moda e gli aspetti tecnici, ovvero i punti fondamentali che conducono alla costruzione di un casting di moda.

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