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La Corporate Governance nelle imprese venture backed in Italia: alcune evidenze empiriche

La Tesi di Dottorato di Ricerca in Imprenditorialità ed Innovazione costituisce un elaborato alla cui presentazione e discussione è tenuto ogni allievo per la conclusione del suo percorso di studio. Gli obiettivi che con essa si intende raggiungere ed il dominio di interesse in cui si inserisce vanno necessariamente osservati, oltre che nell’ambito del settore disciplinare di appartenenza, anche e soprattutto alla luce della natura dell’iter formativo intrapreso che ha come scopo principale quello di saldare le fondamenta metodologiche e scientifiche che sosteranno i futuri spunti di ricerca di ciascun candidato.
Questo lavoro si inserisce nel filone di ricerca sul finanziamento e lo sviluppo delle piccole e medie imprese ed indaga, sia a livello teorico che empirico, sugli strumenti che sono considerati ed utilizzati dai formal venture capitalist quali idonei a fronteggiare e compensare l’incompletezza contrattuale connaturata al tipo di rapporto che si instaura con i soggetti a cui fa riferimento la proprietà ed il management dell’impresa partecipata. Il punto di vista dal quale si conduce l’analisi non corrisponde, però, a quello che è affrontato in genere dalla letteratura economica: il sistema impresa. Infatti la ricerca non si concentra sull’analisi e sulla verifica dei caratteri tipici del “capitale di sviluppo” e sul ruolo che gli è riconosciuto nel favorire e moltiplicare le potenzialità di sopravvivenza e di crescita dell’imprese venture backed. L’angolo dal quale si osserva la relazione è quello dell’investitore istituzionale nel capitale di rischio nella prospettiva della sua necessità di valorizzare e di proteggere il capitale allocato.
L’interesse che ha mosso il lavoro è quello di indagare sul contenuto degli accordi di corporate governance tra questi soggetti e le imprese partecipate e verificarne attraverso un indagine empirica gli elementi tipici, comuni e valutati come indispensabili e irrinunciabili dai primi alla conclusione definitiva del deal. Da qui l’attenzione si è gradualmente ampliata comprendendo anche tutte quelle possibili soluzioni suggerite dall’analisi teorica e dalla pratica operativa per bilanciare il noto problema dell’incompletezza contrattuale segnalato dalle recenti verifiche di Grossman, Hart e Moore.
L’indagine teorica ed empirica riguarda, quindi, l’intero sistema dei meccanismi prevedibili negli accordi di venture capital che, garantendo alla parte che sconta l’inefficienza contrattuale opportune opzioni di abbandono/uscita e numerosi strumenti di controllo, produce indirettamente e nell’insieme gli stessi effetti e le stesse tutele di cui gli stessi soggetti beneficerebbero direttamente se fosse possibile stipulare concretamente un contratto completo. La strutturazione di un sistema di soluzioni giudicato come idoneo dall’investitore assume un significato determinante nella conclusione definitiva del deal poiché permette all’operatore di comprimere in modo ottimale, secondo le proprie logiche ed i propri obiettivi operativi, le asimmetrie informative residue al sistema dei contratti su cui si regge giuridicamente la relazione.
Il lavoro proposto si articola in tre parti ed inizia con l’analisi del sistema normativo italiano. Quest’ultimo va a definire direttamente l’architettura dell’ambiente finanziario nel quale vanno ad inserirsi con la loro attività i fondi e gli inventori istituzionali nel capitale di rischio. Nel primo capitolo si è analizzato e verificato teoricamente, in termini di coerenza e compatibilità, l’idoneità del contesto normativo italiano, sia a livello di disciplina istitutiva del fondo chiuso che di quella di diritto societario, a consentire un efficiente svolgimento dell’attività di questi agenti economici. Il secondo capitolo, invece, si concentra sull’esame delle caratteristiche fondamentali del modus operandi dei soggetti attivi nel venture capital e sui suggerimenti provenienti dalla letteratura economica per regolare in modo ottimale il rapporto endosocietario tra l’investitore e l’imprenditore.
Il lavoro, infine, termina ponendo l’attenzione sui risultati di un’indagine di campo relativa al formal venture capital in Italia. Essa è stata realizzata personalmente nel corso del terzo trimestre del c.a. ed è stata pensata con lo scopo di svolgere una ricognizione empirica della figura del venture capitalist nel nostro paese e di verificare le ipotesi formulate nel corso della ricerca.

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Introduzione La Tesi di Dottorato di Ricerca in Imprenditorialità ed Innovazione costituisce un elaborato alla cui presentazione e discussione è tenuto ogni allievo per la conclusione del suo percorso di studio. Gli obiettivi che con essa si intende raggiungere ed il dominio di interesse in cui si inserisce vanno necessariamente osservati, oltre che nell’ambito del settore disciplinare di appartenenza, anche e soprattutto alla luce della natura dell’iter formativo intrapreso che ha come scopo principale quello di saldare le fondamenta metodologiche e scientifiche che sosteranno i futuri spunti di ricerca di ciascun candidato. Questo lavoro si inserisce nel filone di ricerca sul finanziamento e lo sviluppo delle piccole e medie imprese ed indaga, sia a livello teorico che empirico, sugli strumenti che sono considerati ed utilizzati dai formal venture capitalist quali idonei a fronteggiare e compensare l’incompletezza contrattuale connaturata al tipo di rapporto che si instaura con i soggetti a cui fa riferimento la proprietà ed il management dell’impresa partecipata. Il punto di vista dal quale si conduce l’analisi non corrisponde, però, a quello che è affrontato in genere dalla letteratura economica: il sistema impresa. Infatti la ricerca non si concentra sull’analisi e sulla verifica dei caratteri tipici del “capitale di sviluppo” e sul ruolo che gli è riconosciuto nel favorire e moltiplicare le potenzialità di sopravvivenza e di crescita dell’imprese venture backed. L’angolo dal quale si osserva la relazio ne è quello dell’investitore istituzionale nel capitale di rischio nella prospettiva della sua necessità di valorizzare e di proteggere il capitale allocato. L’interesse che ha mosso il lavoro è quello di indagare sul contenuto degli accordi di corporate governance tra questi soggetti e le imprese partecipate e verificarne attraverso un indagine empirica gli elementi tipici, comuni e valutati come indispensabili e irrinunciabili dai primi alla conclusione definitiva del deal. Da qui l’attenzione si è gradua lmente ampliata comprendendo anche tutte quelle

Tesi di Dottorato

Dipartimento: Finanza Aziendale

Autore: Luigi Fiorinelli Contatta »

Composta da 168 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.