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Identità di genere e transgenderismo: uno studio empirico a partire da un approccio correlazionale

L’elaborato si propone come studio multidimensionale della condizione dei soggetti definiti transgender. Nella parte introduttiva e teorica inizialmente sono state presentate e discusse le diverse ipotesi eziologiche ed esplicative di tale condizione nella prospettiva di discipline afferenti sia alle scienze fisiche, come la biologia, sia a quelle umanistiche, quali psicologia, antropologia e sociologia; successivamente è stato approfondito il ruolo della sociologia nello studio della sessualità e il suo proporsi come disciplina capace di integrare in un quadro unitario le conoscenze in merito. Nella seconda parte è stato discusso il ruolo della ricerca in sociologia, definita la ricerca e le fasi del lavoro svolto, giustificata la scelta dei metodi utilizzati; attraverso informazioni raccolte direttamente da soggetti transgender sono stati poi individuati gli elementi ricorrenti più significativi nell’esistenza di questi individui, soprattutto per ciò che concerne le relazioni sociali in genere.
Lo scopo era quello di dimostrare l’ipotesi secondo la quale il malessere esistenziale esperito da queste persone avrebbe essenzialmente origine a livello sociale piuttosto che essere legato alla condizione in sé.
Il concetto di salute, intesa come stato di completo benessere fisico psichico e sociale (OMS 1985), e il paradigma correlazionale proposto da A. Ardigò e C. Cipolla sono da considerarsi i temi di riferimento di tutto lo studio; inoltre è stato proposto un progetto operativo per il chiarimento della spendibilità operativa dei risultati raggiunti.
Per la stesura della parte teorica sono stati consultati principalmente documenti, testi, articoli pubblicati su riviste specializzate, mentre per ciò che riguarda la ricerca le informazioni elementari sono state estrapolate dalle narrazioni delle storie di vita di quattordici soggetti transgender, raccolte in parte personalmente, in parte dalla sociologa e vice-presidente del MIT (Movimento Identità Transessuale) P. Marcasciano.
Il materiale raccolto è stato elaborato con una metodologia simile all’analisi come inchiesta, e interpretato anche attraverso l’ausilio di fonti informative diverse, quali normative, statistiche, informazioni fornite dalle associazioni di tutela dei transgender.
Le conclusioni sono frutto di considerazioni personali mirate principalmente a proporre possibili interventi riguardo al miglioramento dello stato di salute bio-psico-sociale dei soggetti protagonisti della ricerca.
I rapporti sociali problematici sono stati individuati come la fonte principale del disagio esistenziale esperito dai soggetti transgender, come ipotizzato, ma è emerso che talvolta sono gli stessi soggetti a contribuire alla propria marginalizzazione, adottando modalità disfunzionali di adattamento al contesto.
Le relazioni familiari e affettive in genere, il rapporto con le Istituzioni e le difficoltà incontrate nel mondo del lavoro risultano, per le nostre intervistate, i fattori determinanti nella definizione del proprio malessere, mentre il ricorso alla prostituzione è esperito solitamente come una necessità, e la mancanza di aspettative appare come una conseguenza della scarsa integrazione nel tessuto sociale.
La mancanza di amicizie profonde e al di fuori della cerchia dei pari e l’auto-ghettizzazione sono risultate invece essere una sorta di meccanismo psicologico-comportamentale di difesa, che risulta però altamente inadatto sul piano dell’integrazione sociale.
In base a queste risultanze sono state proposte delle possibili linee di intervento, tenendo in considerazione la necessità di intervenire su più dimensioni e a più livelli.

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4 INTRODUZIONE Negli ultimi decenni molte cose sono cambiate. La modernità ha mostrato tutti i suoi limiti e le sue tradizionali regole politiche, religiose, sociali e anche sessuali, in vero piuttosto rigide, sono state smantellate; il risultato del suo fallimento è un nuovo tipo di società, definita società postmoderna. Questa nuova realtà si presenta meno stabile, più mutevole, aperta al nuovo. Essa si sviluppa nel nuovo mondo globalizzato, dove la diversità diventa qualcosa che fa parte della vita di tutti i giorni; per questo probabilmente numerose tematiche sono state affrontate con spirito rinnovato, portando ad una rivisitazione sostanziale delle stesse. Sicuramente un tema molto dibattuto è quello della sessualità. «La liberalizzazione dei comportamenti sessuali e della sessualità in generale si incunea nel globale processo di cambiamento avvenuto nelle società industriali avanzate, in un contesto di crescita economica senza precedenti e di affermazione dello Stato sociale. Fattori che hanno posto le condizioni per un progressivo smantellamento delle tradizionali regole politiche, religiose, sociali e sessuali. Queste condizioni sono individuabili, in primo luogo, nel senso crescente di sicurezza, che ha svincolato gli individui dalla necessità di regole sociali assolute: “cresciuti in condizioni di relativa sicurezza, possono tollerare maggiore ambiguità; […] essi accettano il cambiamento culturale più rapidamente degli altri” (Inglehart 1998)» [Bertolazzi 2004; 13]. Nella sfera del comportamento sessuale la civiltà postmoderna si distingue per un costante allontanamento dalle regole rigide che rappresentavano delle necessità funzionali nella società pre-moderna: in genere si riscontra una maggiore flessibilità nei confronti delle scelte individuali del comportamento sessuale ed una maggiore accettazione delle diversità. Inoltre, con lo svincolarsi dell’atto sessuale dai fini meramente riproduttivi, la sessualità diventa “duttile” (Giddens 1990) e viene elaborata dai diversi soggetti con modalità peculiari. Essa diviene un ingrediente fondamentale

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Gioia Tanini Contatta »

Composta da 162 pagine.

 

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