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Problematiche sociali, economiche e culturali del rischio rifiuti ad Avellino

Il lavoro che ho condotto, strutturato in tre parti, rappresenta un tentativo di indagine nel complicato mondo del rischi ambientali in Campania ed in Irpinia. Il quadro teorico di riferimento attinge da una vasta e attualissima letteratura che tratta i rischi globali e la qualità della vita postmoderna. Una volta chiarito quale è l’impianto teorico di partenza ed il parallelismo che sussiste tra rischi globali e rischi locali , ho mirato direttamente ad acquisire conoscenze sulla percezione sociale di determinate categorie di rischio , o di rischi concreti associati a specifiche situazioni ( tra queste , lo smaltimento e l’emergenza dei rifiuti in Campania ed in Irpina). Nel corso dell’analisi si fa dunque chiarezza su un tema che negli ultimi anni ha suscitato particolare interesse negli studiosi : quello relativo alla percezione dei rischi ambientali ,che si propone , del resto , come un aspetto di un più vasto oggetto di riflessione e di ricerca empirica che concerne le rappresentazioni della natura , dell’ambiente di vita , dei valori simbolici che sono ad essi attribuiti e così via. Una volta impostata la prima parte teorica mi è sembrato opportuno collegarla ad un quadro legislativo di riferimento, che è tanto vasto quanto inefficace. Dal quadro stesso si evince che in Italia ancora non vengono rispettate le normative europee in materia di rischio ambientale e smaltimento rifiuti. La Campania, inoltre, è la regione italiana con il più basso indice percentuale di raccolta differenziata. Non a caso si trova anche in uno stato di emergenza rifiuti che dura sin dal 1994 dovuto ad una serie di concause, non ultima quella del mancato o erroneo utilizzo della comunicazione ambientale nei momenti di particolare rischio. Abbiamo osservato, inoltre, che l’ Irpinia è coinvolta solo periodicamente nell’emergenza regionale e può ancora operare scelte sensate per scongiurare che il rischio si trasformi in emergenza. Questa riflessione è anche il filo conduttore delle interviste che ho rivolto ad amministratori ed esperti del settore, riscontrando in ciascuno di loro un forte interesse per l’incentivazione della cultura ecologica attraverso lo strumento della persuasione comunicativa. Infine, nelle conclusioni ho sottolineato che in Campania urgono interventi immediati e concertati tra le parti per salvare un territorio che per anni ha ingoiato i rifiuti tossici di mezza Europa.

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5 Introduzione Sin dai tempi di Chernobyl l attenzione degli studiosi della modernit si Ł concentrata sull analisi e sulla def inizione dei rischi emergenti ( di ordine globale , naturalme nte ) della societ postmoderna. Di certo, nei paesi ricchi, la modernizzazione ha trasformato il mondo, ma cos facendo ha trasformato anche la modernizzazione stessa, facendoci passare da una societ di scarsit in cui il problema era la distribuzione de lle ricchezze, problema che determinava la struttura di classe della societ , a una societ il cui problema Ł la distribuzione dei rischi, dove il rischio, come scrive Ulrich Beck, pu essere defini to un modo sistematico di trattare le insicurezze e le casualit indotte ed introdotte dalla modernit stessa. Alla luce di qu este premesse, il lavoro che segue si propone di analizzare e ridefinire il quadro generale dei rischi e i concetti specifici che ad essi si riferiscono quali la comunicazione dei rischi, la qualit della vita urbana e, in particolare, i risc hi ambientali in Campania e nell avellinese. Non Ł un caso partire dalla catastrofi internazionali degli anni 80 per approdare al problema dei rifiuti in Irpinia, poichØ i rischi che investono le societ avanzate hanno molt e caratteristiche comuni: non rispettano alcuna frontiera, sono perci intrinsecamente globali; sono in genere impa lpabili, invisibili, e dunque non valutabili dal sistema di contabilit moderno; inoltre, sono sistemici, determinati cioŁ dalla natura stessa del modo di produzione moderno, effetti collaterali di

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Giovanni Picillo Contatta »

Composta da 143 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.