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Il canto accompagnato dalla chitarra tra Sette e Ottocento

Informazioni tesi

  Autore: Carlo Curatola
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Musicologia e beni culturali
  Relatore: Antonio Rostagno; Philip Gossett
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 238

L'indagine su questo genere, o meglio contenitore di generi minori, muove dalle comuni considerazioni riguardo la pochezza della letteratura chitarristica settecentesca. Il contesto europeo sarebbe segnato da una precarietà artistica dovuta a vari fattori, quali gli scarsi contatti tra i centri detentori del culto della chitarra, la circolazione per lo più manoscritta delle opere, la poca accuratezza delle stesse composizioni.
S'intende viceversa mostrare una significativa circolazione in Europa di specifici topoi poetico-musicali, dai soggetti lirici alle architetture compositive, dai profili melodici alle figure cadenzali, secondo un filo sotterraneo ma continuo di trasmissione che riguarda tutti gli ambiti di lirica accompagnata da chitarra presi in considerazione.

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3 1. Premessa Il presente lavoro si propone di sondare i caratteri e la rilevanza di una categoria particolare nel panorama della produzione e della fruizione musicale tra i secoli XVIII e XIX, quella del canto accompagnato dalla chitarra. Prenderemo le mosse dalla comune considerazione riguardo la pochezza della letteratura chitarristica in generale riscontrabile nel tardo Settecento fino al primo Ottocento, in apparenza poggiante sui soli nomi di Mauro Giuliani, Fernando Sor, Ferdinando Carulli e Matteo Carcassi. In buona sostanza il Settecento avrebbe consegnato al nuovo secolo, come precisa Agostinelli, 1 una precarietà artistica dovuta a fattori quali gli scarsi contatti tra i centri detentori del culto della chitarra, ove la circolazione delle opere resta affidata a soli manoscritti; la poca accuratezza delle stesse composizioni (specie in Italia), resa evidente dal passaggio che avviene solo a cavallo tra i due secoli da uno strumento a cinque corde in uno a sei, col conseguente aumento di accuratezza nella scrittura, di possibilità tecniche e dello spessore professionale degli esecutori; fa da sfondo a tutto questo una situazione editoriale non particolarmente florida all’incirca per tutto il Settecento, 2 con un significativo dislocamento di musicisti nei grossi centri del mercato musicale – Parigi, Londra e Vienna – prima che si risvegli in Italia un ampio interesse per la pratica chitarristica. Le nostre indagini sulla musica vocale con accompagnamento di 1 M. Agostinelli, introduzione a L’editoria musicale italiana del primo ottocento per chitarra, s. l., Ottocento Edizioni Musicali, 1993. 2 Anche B. M. Antolini parla di produzione sporadica per quanto riguarda tutta l’editoria musicale degli ultimi decenni del Settecento, con un progressivo aumento quantitativo parallelo all’emersione del fenomeno della pirateria (premessa al Dizionario degli Editori Musicali 1750 - 1930, Pisa, ETS, 2000, e L’editoria musicale in Italia tra gli ultimi decenni del Settecento e i primi del Novecento, ibidem, pp. 7 – 32).

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Parole chiave

anacreontica
arietta
bolero
c. doisy-lintant
c. keller
c. m. von weber
canto
canzonetta
chitarra
d. cimarosa
editoria musicale
f. schubert
f. sor
g. e j. b. merchi
j. b. bédard
j. w. goethe
l. spohr
lied
lirica accompagnata
p. metastasio
seguidilla
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