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''Adriana Lecouvreur'' di Francesco Cilea (1902) e la problematica verista

Informazioni tesi

  Autore: Carlo Curatola
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze dei beni culturali
  Relatore: Biancamaria Brumana
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 59

Il verismo in musica, sul versante italiano, presenta varie problematiche di carattere estetico e tecnico-compositivo. Dal linguaggio rivoluzionario della "Cavalleria rusticana" di Mascagni (1890) si dibatte sul suo statuto culturale e sulle sue valenze artistiche. L'"Adriana Lecouvreur" del calabrese F. Cilea è uno dei prodotti più felici di questa stagione della storia dell'opera, e la sua analisi consente di enucleare vari elementi di confronto con i linguaggi provenienti da contesti non italiani.
La tesi propone in ultimo qualche dettaglio biografico di Cilea, che intende approfondire alcune sue relazioni professionali ed amicali.

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Capitolo I QUADRO CRITICO DEL VERISMO I.1. Premesse storico - artistiche Il presente lavoro si prefigge di condurre un significativo approccio al genere verista, prendendo in esame un’opera, Adriana Lecouvreur, che pur appartenendo ad uno dei compositori spesso definiti minori in seno al movimento, presenta, ad una dettagliata analisi, diversi elementi utili al confronto stilistico con quel multiforme contenitore che è il verismo in musica (l’eclettismo di fine Ottocento ben riflette la varietà di assunti ideologici e cifre estetiche interdipendenti nella cultura di allora). F. L. Arruga e F. Cella 1 collocano autorevolmente l’inizio della produzione verista negli anni tra l’Otello (1887) ed il Falstaff (1893), nel fervido contesto culturale milanese; è ben noto come nell’Otello Verdi maturi in modo definito il suo linguaggio in direzione della continuità drammatica a discapito delle forme chiuse tradizionali, mentre nel Falstaff tenda già a ricercare nuovi preziosismi armonici e strumentali, in antitesi con le sue creazioni più popolari 2 . Riguardo l’ambiente milanese, vanno evidenziate le straordinarie vicende che collegano i vitali poli culturali gravitanti attorno alla illustre tipografia Treves (importatrice di Zola ed editrice più tardi dei vari De Amicis, Verga, Deledda, De Marchi e D’Annunzio) ed alle case musicali Ricordi e Sonzogno; la Ricordi, forte di un consolidato controllo su editori minori e sulle vicende del Teatro alla Scala, ha legato a sé Rossini, Bellini, Donizetti e Verdi, mentre la seconda, costituitasi solo nel 1874 come casa editrice musicale, acquisisce opere straniere come la Carmen di Bizet (opera di decisa svolta antiaccademica, e che documenta l’influsso dell’opéra- 1 Franco Lorenzo Arruga e Franca Cella: Problemi del verismo nell’opera in musica, 1967, pp. 5 – 6. 2 Per rendere evidente l’inevitabile incertezza di ogni netta periodizzazione, si noti come già il Rinaldi preferisca collocare l’origine del verismo in musica proprio in parallelo con la fuga finale del Falstaff. Mario Rinaldi: Musica e verismo, 1932, p. 13. 1

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Parole chiave

a. colautti
adriana lecouvreur
cavalleria rusticana
f. cilea
musica opera
scribe-legouvé
storia dell'opera
teatro lirico sperimentale "a. belli
verismo
verismo e musica

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