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L'invenzione del dipendente

L'invenzione del dipendente, l'invenzione in pendenza di un rapporto di lavoro subordinato, l'invenzione dei ricercatori, del familiare. Legislazione italiana e spagnola a confronto. Invenzione di servizio, invenzione d'azienda, equo premio, giurisprudenza relativa, diritti morali e patrimoniali, la formula tedesca

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6 1 L’invenzione in pendenza di un rapporto di lavoro subordinato. 1.1 Introduzione. Il sistema vigente disciplina l’ipotesi dell’invenzione realizzata dal prestatore di lavoro subordinato in modo da riservare sempre al prestatore di lavoro il diritto morale ad essere riconosciuto autore. Il diritto patrimoniale al rilascio del brevetto viene tendenzialmente attribuito al datore di lavoro. Su quest’ultimo punto, tuttavia, la legge articolava, negli artt. 23 e 24 ex l.inv. (e, per i dipendenti pubblici, in termini sostanzialmente coincidenti, nell’art. 34 del d.p.r. 10 gennaio 1957, n. 3), tre diverse fattispecie, ora confluite nell’art. 64 c.p.i., che delinea le stesse tre fattispecie, che prevedono per l’inventore diverse modalità di remunerazione. L’art. 65 prevede poi una disciplina speciale e diversa, per il caso in cui l’inventore è dipendente di una università o di un ente pubblico di ricerca; in questo caso, il diritto al rilascio del brevetto è attribuito allo stesso inventore, ma all’ente datore di lavoro spetta una partecipazione ai proventi. Le controversie in materia erano attribuite alla competenza del giudice del lavoro. Si deve tuttavia rilevare che questa regola di competenza non si è rilevata felice, perché i problemi brevettali non sono tra quelli che il giudice del lavoro è avvezzo a trattare. Ora tutte le controversie in materia sono attribuite alla Sezioni Specializzate previste dal d.lgs. n. 168/2003, e non più al giudice del lavoro (art. 134, comma 3, c.p.i). Questa disciplina concerne solo le invenzioni brevettabili. Essa si applica anche in caso di contratto di lavoro nullo, perché la logica che sta dietro le norme presuppone una prestazione effettiva di lavoro, e non anche un valido contratto. La logica della norma, infatti, è che l’invenzione spetti non a chi l’ha realizzata, ma a chi ha predisposto l’ambiente (dotazione umana, finanziaria e strumentale) in cui l’invenzione matura; e chi di fatto lavora in questo ambiente ne fruisce, anche se il titolo della sua prestazione è invalido. L’applicazione della disciplina presuppone che l’invenzione sia stata realizzata in costanza del rapporto di lavoro. Occorre controllare che sia stato realizzato in costanza del rapporto di lavoro da parte decisiva dell’attività inventiva, e non anche il suo momento terminale.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Fabio Fiordoliva Contatta »

Composta da 67 pagine.

 

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