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Omicidi in famiglia dal 1995 al 2005. Differenze psicofenomenologiche tra uomini e donne. Un'esperienza dall'Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Castiglione delle Stiviere

I propositi del presente elaborato sono volti ad evidenziare se e quali possono essere le possibili differenze tra uomini e donne nella commissione degli atti omicidiari, in particolar modo di quelli commessi in famiglia.
L’approccio è stato di tipo sperimentale, con un’analisi delle cartelle cliniche di pazienti detenuti nell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova. I risultati sono presentati mediante grafici riassuntivi che bene rendono l’idea delle caratteristiche del campione e delle differenze emerse dall’elaborazione dei dati. I grafici sono stati commentati e sono state riportate le conclusioni più significative della ricerca.
Una parte della tesi è stata dedicata anche alla presentazione dei casi clinici più significativi per ogni tipologia di reato.

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2 INTRODUZIONE Il presente elaborato è stato guidato dall’obiettivo di verificare se possono esservi delle differenze significative tra uomini e donne, giudicati incapaci di intendere e di volere in base all’applicazione dell’articolo 88-89 del c.p., nella commissione e tentata commissione degli atti omicidiari. Il lavoro è stato svolto presso l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova. L’approccio alla tesi è di tipo sperimentale: sono state esaminate centotrentacinque cartelle cliniche riguardanti reati commessi da pazienti di ambo i sessi, detenuti dal 1995 al 2005. Le cartelle riguardavano reati di omicidio e tentato omicidio, commessi prevalentemente in ambito familiare, tipologia più frequente tra coloro affetti da malattia mentale, pertanto sono stati esaminati casi di matricidio (uccisione della madre), patricidio (uccisione del padre), parenticidio (uccisione di entrambi i genitori e/o altri parenti), fratricidio (uccisione dei fratelli), figlicidio (uccisione di un figlio adulto), infanticidio (uccisione di un infante), ma anche alcuni casi di omicidi in cui la vittima è estranea alla cerchia familiare. Poiché però, questi ultimi sono in numero minore e molto spesso giunti in ospedale solo per una semplice osservazione psichiatrica, si è ritenuto più opportuno concentrare l’attenzione sui reati in famiglia. Per tale motivo è stato anche inserito un breve capitolo iniziale che tratta della famiglia attuale e della sue problematiche, nonché le condizioni a rischio più frequentemente rilevate, sia in letteratura sia nella mia personale disamina dei casi. Il primo articolo della Dichiarazione Internazionale dei Diritti della Famiglia afferma che: “La famiglia è il nucleo fondamentale della società. Essa è una comunità di persone, di funzioni, di diritti e di doveri, una realtà affettiva, educativa, culturale, civica, economica, sociale. Sede naturale dello sviluppo e del benessere di tutti i suoi membri, essa è un luogo privilegiato di scambi, di comunicazione e di solidarietà tra le generazioni. Essa deve essere rispettata, deve ricevere protezione, sostegno, accesso ai diritti e servizi necessari ad esercitare pienamente le sue funzioni e le sue responsabilità” (A.Ge. notizie- Associazione Italiana Genitori, 1995). La famiglia, pilastro della società, nascita e sviluppo della vita di ogni individuo, viene oggi aggredita, distrutta dalla ferocia di gesti impossibili da comprendere e da giustificare.

Tesi di Master

Autore: Manuela Baitelli Contatta »

Composta da 122 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.