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Cineturismo: la location cinematografica come geografia emozionale. La diversificazione del prodotto vacanza attraverso il film e l'audiovisivo.

Informazioni tesi

  Autore: Laura Giansanti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze del turismo
  Relatore: Nnnicolò Costa
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 87

La seguente tesi di laurea vuole provvedere alla definizione del fenomeno “cineturismo”, attraverso la descrizione degli aspetti normativi, finanziari, socioculturali ed economici dei due settori che lo costituiscono, cinema e turismo.
Verrà inoltre preso in considerazione il ruolo, dal punto di vista socioculturale e in prospettiva economica, del “cineturista”; del territorio, come set, prima e come potenziale destinazione, dopo; degli attori del turismo e del cinema, che costituiscono la filiera del sistema cineturistico, in modo particolare della Film Commission, in quanto mediatrice di tale collaborazione.
Le considerazioni finali, vogliono essere anche un apporto personale alla definizione di alcuni aspetti di questo promettente, ma ancora giovane, fenomeno, che è un’opportunità a livello culturale e manageriale per il turismo, nonché vincente esempio di integrazione sistemica di due motori trainanti dell’economia italiana, necessaria per la costituzione di un prodotto turistico evoluto.
Nell’ambito dei cambiamenti socioculturali e delle esigenze del mercato turistico, che investono ampiamente l’attuale società, si inserisce il fenomeno del “Movie Induced Tourism”, letteralmente il turismo indotto da film.
Varie definizioni sono state date di questo concetto, il quale, importato dalla cultura americana, sta varcando attualmente il panorama culturale europeo, con le dovute differenze strutturali, che esistono tra gli Usa e l’Europa.
La sinergia tra cinema e turismo si è manifestata da subito, con l’avvento stesso del cinema, il quale, sostituendosi alle relazioni tra letteratura e viaggio di epoca sette-ottocentesca, ha fatto del set cinematografico, non solo il semplice sfondo, la mera ambientazione della narrazione, ma il paesaggio emozionale dei sogni, dei desideri dello spettatore, mutuando dall’epoca romantica l’apparato simbolico.
Secondo MacCannell (1973), fondatore della sociologia scientifica del turismo, il concetto di rappresentazione è fondamentale per il turismo moderno, dove il turista è un collezionista di simboli, che, tramite un meccanismo di trasposizione di significati, trasforma oggetti (e quindi anche luoghi) concreti in contenitori simbolici.
Il turista di oggi è un turista polisensoriale (Costa, 2005) alla ricerca della componente ludica, liminale, esperienziale, della gratificazione dei sensi.
Di fronte a questo assodato, storico legame tra cultura visiva e turismo, ruolo dell’industria turistica in questo contesto di movie induced tourism, è mutuare la seduzione delle immagini, la fascinazione propria del cinema, al fine di costruire un prodotto turistico, o diversificarne uno già esistente, che esalti la valenza culturale del luogo che viene rappresentato, coerentemente alla sua specifica vocazione.
Quindi, un’occasione per quel territorio, di divenire una destinazione turistica unica e irriproducibile, attraverso delle necessarie politiche di marketing territoriale e delle strategie sistemiche di destination management, cioè tramite un intervento razionale e meditato, per offrire un prodotto specifico, dotato di anima, di un carattere, di un’identità chiara, definita da un progetto, senza lasciare spazio alla casualità degli interventi.
La natura similare di cinema e turismo, entrambi basati sul ruolo dello sguardo, pur esistendo da sempre, ha dato vita soltanto ora in Italia ad una forma di integrazione orizzontale sistemica, con lo scopo di fronteggiare la crisi economica che in questi ultimi anni investe il cinema italiano, e la crisi strutturale del prodotto turistico tradizionale, ancora arretrato rispetto al turista di oggi, sempre più consapevole, autonomo e informato. Le similitudini non sono tuttavia soltanto concettuali, ma anche l’evoluzione normativa di cinema e turismo ha mosso molti passi insieme, sopravvivendo ai continui riordini e vivendo talvolta le stesse controversie.

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5 INTRODUZIONE La seguente tesi di laurea vuole provvedere alla definizione del fenomeno “cineturismo”, attraverso la descrizione degli aspetti normativi, finanziari, socioculturali ed economici dei due settori che lo costituiscono, cinema e turismo. Verrà inoltre preso in considerazione il ruolo, dal punto di vista socioculturale e in prospettiva economica, del “cineturista”; del territorio, come set, prima e come potenziale destinazione, dopo; degli attori del turismo e del cinema, che costituiscono la filiera del sistema cineturistico, in modo particolare della Film Commission, in quanto mediatrice di tale collaborazione. Le considerazioni finali, vogliono essere anche un apporto personale alla definizione di alcuni aspetti di questo promettente, ma ancora giovane, fenomeno, che è un’opportunità a livello culturale e manageriale per il turismo, nonché vincente esempio di integrazione sistemica di due motori trainanti dell’economia italiana, necessaria per la costituzione di un prodotto turistico evoluto. Nell’ambito dei cambiamenti socioculturali e delle esigenze del mercato turistico, che investono ampiamente l’attuale società, si inserisce il fenomeno del “movie induced tourism”, letteralmente il turismo indotto da film. Varie definizioni sono state date di questo concetto, il quale, importato dalla cultura americana, sta varcando attualmente il panorama culturale europeo, con le dovute differenze strutturali, che esistono tra gli Usa e l’Europa. La sinergia tra cinema e turismo si è manifestata da subito, con l’avvento stesso del cinema, il quale, sostituendosi alle relazioni tra letteratura e viaggio di epoca sette-ottocentesca, ha fatto del set cinematografico, non solo il semplice sfondo, la mera ambientazione della narrazione, ma il paesaggio emozionale dei sogni, dei desideri dello spettatore, mutuando dall’epoca romantica l’apparato simbolico. Secondo MacCannell (1973), fondatore della sociologia scientifica del turismo, il concetto di rappresentazione è fondamentale per il turismo moderno, dove il turista è un collezionista di simboli, che, tramite un meccanismo di trasposizione di significati, trasforma oggetti (e quindi anche luoghi) concreti in contenitori simbolici. Il turista di oggi è un turista polisensoriale (Costa, 2005) alla ricerca della componente ludica, liminale, esperienziale, della gratificazione dei sensi. Di fronte a questo assodato, storico legame tra cultura visiva e turismo, ruolo dell’industria turistica in questo contesto di movie induced tourism, è mutuare la seduzione delle immagini, la fascinazione propria del cinema, al fine di costruire un prodotto turistico, o diversificarne uno già esistente, che esalti la valenza culturale del luogo che viene rappresentato, coerentemente alla sua specifica vocazione. Quindi, un’occasione per quel territorio, di divenire una destinazione turistica unica e irriproducibile, attraverso delle necessarie politiche di marketing territoriale e delle strategie sistemiche di destination management, cioè tramite un intervento razionale e meditato, per offrire un prodotto specifico, dotato di anima, di un carattere, di un’identità chiara, definita da un progetto, senza lasciare spazio alla casualità degli interventi. La natura similare di cinema e turismo, entrambi basati sul ruolo dello sguardo, pur esistendo da sempre, ha dato vita soltanto ora in Italia ad una forma di integrazione orizzontale sistemica, con lo scopo di fronteggiare la crisi economica che in questi ultimi anni investe il cinema italiano, e la crisi strutturale del prodotto turistico tradizionale, ancora arretrato rispetto al turista di oggi, sempre più consapevole, autonomo e informato. Le similitudini non sono tuttavia soltanto concettuali, ma anche l’evoluzione normativa di cinema e turismo ha mosso molti passi insieme, sopravvivendo ai continui riordini e vivendo talvolta le stesse controversie.

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enterteinment marketing
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geografia emozionale
giuliana bruno
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product placement
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