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Perché gli studenti abbandonano il Corso di studi Infermieristici? Revisione della letteratura straniera ed italiana.

Informazioni tesi

  Autore: Roberto Pampalone
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Infermieristica
  Relatore: Laura Cunico
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 63

Perché gli studenti abbandonano il corso di studi infermieristici? In questo articolo viene effettuata una revisione della letteratura a livello internazionale ed italiano, su un problema individuato in primis in Inghilterra e che ha visto un’ampia analisi e l’esecuzione di una serie di strategie per contrastarlo. Ai fini dell’indagine del fenomeno, gli obiettivi della revisione sono stati: - conoscere i fattori che influenzano gli studenti infermieri sulla loro scelta di abbandonare; - identificare le cause che costringono lo studente a decidere di abbandonare; - rilevare il profilo dello studente infermiere tipico che abbandona il corso; - riferire le strategie messe in atto dalle varie organizzazioni dei corsi per contrastare il fenomeno. Dalla ricerca, si è ottenuto un numero considerevole di articoli nella quasi totalità, inglesi e statunitensi. Sono stati selezionati sette articoli tra tutti, ritenuti i più idonei. Una revisione sistematica inglese del 2001, fornisce una sintesi adeguata di tutta la letteratura relativa l’argomento prodotta fino ad allora fino al 1999. Sono stati analizzati i tassi di abbandono inglesi, le cause di abbandono riferite dagli studenti e le proposte per una serie di interventi a medio termine per il contrasto del fenomeno. per l’individuazione di opinioni di consenso, sono state indagate le cause di abbandono degli studenti e vengono elencati una serie di raccomandazioni per il contrasto del fenomeno. Uno studio del 2003, effettuato negli Stati Uniti, indaga gli aspetti epidemiologici correlati all’abbandono degli studenti, analizzando le categorie atipiche di studenti infermieri presenti nella realtà americana.
Si evidenzia una elevata varianza tra i tassi dei singoli istituti inglesi nella documentazione dei tassi di abbandono che giungono prossimi ad un 49% in alcune realtà. Ai fini del monitoraggio dell’abbandono studentesco all’interno dei corsi di formazione viene proposta la somministrazione di un questionario agli studenti che decidono di ritirarsi, allo stesso modo una ricerca quantitativa somministra un questionario, abbinato ad un intervista con un tutor-docente. Una revisione sistematica cita i risultati di uno studio in cui si inviava un questionario per mezzo postale a tutti gli studenti che erano ritirati al fine di indagine. Si evidenzia come la disorganizzazione e l’inefficienza nella gestione del corso sia la causa che più di frequente incide sui tassi di abbandono, un elemento influente risulta essere il grado di preparazione dei tutor durante i periodi di tirocinio degli studenti. Altro elemento più frequentemente citato come fattore contribuente l’abbandono degli studenti è l’insuccesso accademico, con l’evidenza della presenza di notevoli pressioni sugli studenti, in punti particolari del percorso di formazione. Seguono ancora le difficoltà economiche, rivelatesi elemento, secondo uno studio DELPHI presente per il 94% degli studenti partecipanti.
Interventi per il contrasto del fenomeno risultano essere l’instaurazione di corsi propedeutici precedenti all’avvio del corso, l’instaurazione di corsi dotati di maggior flessibilità, mirati al soddisfacimento dei bisogni particolari degli studenti, e variati negli obiettivi da conseguire. Viene suggerita l’assegnazione di un tutorato aggiuntivo e personalizzato agli studenti con difficoltà sia didattiche che nei tirocini, oltre che si documenta l’esperienza positiva nell’introduzione di corsi di formazione infermieristica part-time. Viene effettuata un analisi della situazione dei corsi di formazione italiani con uno studio nel tempo e secondo le realtà demografiche nazionali, con un analisi specifica della realtà universitaria veronese negli anni compresi tra il 1999 ed il 2004.

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3 INTRODUZIONE Questo studio nasce dall’esigenza di conoscere la realtà dell’abbandono e dei fuori corso degli studenti universitari del corso di laurea in scienze infermieristiche, a tal fine viene preso in analisi il fenomeno della perdita studentesca presente in Italia da circa 60 anni e studiato, inizialmente in Inghilterra e negli Usa, e successivamente in altri paesi che nel tempo ne hanno evidenziato la sua caratteristica presenza ‘a livello globale’ nelle società moderne (Glossop, 2001). Questa tesi si sviluppa attraverso una revisione della letteratura che considera 5 articoli, tra cui vi è una revisione sistemica, una bibliografia ed una documentazione statistica nazionale prodotta in un arco di tempo che si estende dal 1998 al 2004. Il fenomeno dell’abbandono può essere considerato un indicatore dello stato di benessere di un corso di formazione di qualsiasi genere ed è un evento che coinvolge profondamente la vita dello studente il quale, nel viverlo, rimane segnato da un episodio di insuccesso personale che può avere ripercussioni più o meno gravi sulla sua vita futura. All’interno della realtà universitaria italiana, di cui il corso in infermieristica dal 2001 è entrato a farne parte a tutti gli effetti, il tasso di abbandono medio nazionale di tutti i corsi di laurea è risultato pari al 19,3% della quota totale di studenti iscritti, nell’anno accademico 2000/2001 (elaborazioni ISTAT su dati MIUR-URST ST). Nella facoltà di Medicina e Chirurgia si è avuto un tasso di abbandono medio nello stesso periodo del 2,6% degli iscritti, valore che differisce nettamente da quello medio nazionale e dal tasso di abbandono fatto registrare nei corsi di formazione infermieristica inglesi, pari al 20% (Royal Council of Nursing, 2000). A livello nazionale, non è ancora stato prodotto uno studio sull’entità dei tassi di abbandono specifici dei corsi di formazione infermieristica, ma studi osservazionali condotti da enti come il MURST e l’ISTAT lasciano supporre che questo abbia un entità equivalente a quella dei corsi di formazione internazionali. Questo tasso di abbandono viene considerato un problema in quanto ritenuto eccessivo al confronto della domanda di infermieri proveniente dalla sanità italiana, che nel contesto universitario italiano vede l’abbinamento all’ulteriore fenomeno dei fuori corso, realtà che non esiste nell’organizzazione universitaria inglese o americana e che consiste nel mantenimento

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