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La quotazione quale strumento di sviluppo per la piccola e media impresa: il mercato Expandi

Informazioni tesi

  Autore: Michele Giagheddu
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Sassari
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Robero Mazzei
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 125

Le piccole e medie imprese svolgono un ruolo di primaria importanza all’interno dell’intera economia nazionale. Il loro peso risulta preponderante non soltanto in relazione alla loro numerosità rispetto al totale delle aziende del paese, ma anche in termini di addetti che vi trovano occupazione. Esse esprimono, altresì, valori umani, morali, professionali, capacità creative, e Know-how elementi che hanno costituito e costituiscono tratti distintivi del sistema industriale Italiano apprezzati in tutto il mondo.
Le aziende di minori dimensioni sono, quindi, importanti e qualificanti per l’Italia sebbene le stesse risentano di una struttura patrimoniale cronicamente sottocapitalizzata e sbilanciata verso l’indebitamento a breve. In un contesto competitivo fortemente concorrenziale, con una crescente spinta verso l’internazionalizzazione, tali caratteristiche rappresentano un freno alla crescita e allo sviluppo delle imprese che non può più essere sostenuto, in modo equilibrato e senza rischi eccessivi, facendo ricorso all’indebitamento bancario.
Oggi le Pmi italiane si trovano di fronte alla necessità di pianificare il proprio ciclo di sviluppo senza appesantire ulteriormente la propria struttura finanziaria indirizzandosi decisamente verso l’utilizzo del capitale di rischio. La modalità tipica di finanziamento delle imprese in crescita, o che intendono intraprendere ambiziosi progetti di sviluppo, consiste nel raccogliere fondi con un elevato grado di stabilità: qualora non vi siano sufficienti mezzi provenienti dal canale dell’autofinanziamento, devono orientarsi verso la raccolta del capitale di rischio, tramite investitori istituzionali o i mercati azionari.
Lo sviluppo del mercato del capitale di rischio diventa, quindi, necessario per consentire alle imprese di utilizzare strumenti idonei a finanziare la crescita attraverso un contributo esterno di capitale proprio alternativo al credito bancario che oggi deve confrontarsi con le nuove regole di accesso al credito imposte dall’accordo di Basilea 2.
Nella ricerca di una risposta a questi problemi, Borsa Italiana, dopo il crollo dei titoli della new economy e la trasformazione in società per azioni, si è ristrutturata, dando maggiore identità ai diversi rami del listino. In che modo? Privilegiando le piccole e medie imprese con una capitalizzazione1 inferiore ai 100 milioni di Euro che,attualmente, rappresentano solo il 30% delle aziende quotate in Borsa contro il 63% della Borsa Francese (Euronext) e il 67% della Borsa Tedesca (Deusche Boerse). Mediamente tali mercati hanno 500 Pmi in più quotate rispetto alla Borsa Italiana.
In questo contesto nasce l’iniziativa di creare, nel Dicembre 2003, il mercato Expandi (dalla ristrutturazione di un mercato già esistente,il Mercato Ristretto) con la finalità di dotare anche l’Italia di un modello organizzativo simile a quello adottato negli altri mercati europei rivolti alle small cap.
Il mercato Expandi è, infatti, un mercato caratterizzato da requisiti di ammissione più semplici, perché calibrati specificatamente sulle imprese di minori dimensioni, e da un processo di quotazione più agile anche in termini di costi di gestione e di quotazione. Le finalità che Borsa Italiana ha inteso perseguire con l’istituzione del mercato Expandi sono state:
• Dare impulso alla quotazione delle piccole e medie aziende grazie alla presenza di requisiti di ammissione più semplici rispetto ad altri segmenti o mercati.
• Agevolare le imprese di dimensioni non troppo piccole che intendono avvicinarsi in modo graduale al mercato finanziario.
Perché una Piccola Impresa dovrebbe quotarsi invece di ricorrere al credito bancario? In proposito appare interessante la risposta dell’Amministratore Delegato di Borsa Italiana, l’Ing. Massimo Capuano, ”Il rapporto con la banca prevede ovviamente l’obbligo di contrarre un debito da rimborsare con il vantaggio di detrarne i costi. Ma spesso le Pmi sono poco patrimonializzate e fanno fatica ad ottenere credito. La quotazione, invece, fornisce una flessibilità finanziaria ben diversa: si fa cassa subito, e si può in futuro ricorrere ad aumenti di capitale o a fonti finanziarie diverse come le obbligazioni. Infine, le aziende acquisiscono valore perché migliorano il controllo della loro struttura. Gli imprenditori lo sanno”.
Questo lavoro di tesi intende valutare le nuove opportunità, offerte dal Mercato Expandi, al finanziamento dei progetti di crescita delle piccole e medie delle piccole e medie imprese alternative ai canali di finanziamento più utilizzati quali, in primis, il credito bancario.

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Introduzione. Le piccole e medie imprese svolgono un ruolo di primaria importanza all’interno dell’intera economia nazionale. Il loro peso risulta preponderante non soltanto in relazione alla loro numerosità rispetto al totale delle aziende del paese, ma anche in termini di addetti che vi trovano occupazione. Esse esprimono, altresì, valori umani, morali, professionali, capacità creative, e Know-how elementi che hanno costituito e costituiscono tratti distintivi del sistema industriale Italiano apprezzati in tutto il mondo. Le aziende di minori dimensioni sono, quindi, importanti e qualificanti per l’Italia sebbene le stesse risentano di una struttura patrimoniale cronicamente sottocapitalizzata e sbilanciata verso l’indebitamento a breve. In un contesto competitivo fortemente concorrenziale, con una crescente spinta verso l’internazionalizzazione, tali caratteristiche rappresentano un freno alla crescita e allo sviluppo delle imprese che non può più essere sostenuto, in modo equilibrato e senza rischi eccessivi, facendo ricorso all’indebitamento bancario. Oggi le Pmi italiane si trovano di fronte alla necessità di pianificare il proprio ciclo di sviluppo senza appesantire ulteriormente la propria struttura finanziaria indirizzandosi decisamente verso l’utilizzo del capitale di rischio. La modalità tipica di finanziamento delle imprese in crescita, o che intendono intraprendere ambiziosi progetti di sviluppo, consiste nel raccogliere fondi con un elevato grado di stabilità: qualora non vi siano sufficienti mezzi provenienti dal canale dell’autofinanziamento, devono orientarsi verso la

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