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Meccanismi d’asta: questioni teoriche ed alcune applicazioni

I meccanismi d’asta, come strumenti d’assegnazione d’oggetti, sono utilizzati da migliaia di anni. I Governi sono senza dubbio i maggiori utilizzatori di tali meccanismi d’allocazione, e anche se essi hanno talvolta contrastato il loro uso negli ultimi secoli, le aste hanno sempre avuto un ruolo importante nella realtà concreta degli scambi. Il primo capitolo della tesi si muove nel tipico ambiente che caratterizza il gioco d’asta: un venditore (monopolista) che mira a massimizzare il ricavo dalla vendita di un oggetto e un numero n >1 di potenziali acquirenti che competono per l’aggiudicazione dell’oggetto stesso. Invece, nel resto della tesi consideriamo aste in cui un monopolista vende una pluralità d’oggetti ad una molteplicità di bidders. Quattro sono le principali forme d’asta one-object note ed analizzate dalla letteratura; oltre alla tradizionale asta orale ascendente (inglese) descriviamo anche le aste in busta chiusa al primo e al secondo prezzo e l’asta orale di tipo olandese. Una particolare attenzione riserviamo alla cosiddetta asta di Vickrey o second price sealed-bid auction per le sue particolarità rispetto alle altre forme d’asta. L’elemento principale di differenza consiste nella separazione tra offerta (bid) e prezzo da pagare in caso di vittoria. Il vincitore dell’asta al secondo prezzo è colui che ha effettuato il bid più alto, ma la regola di pagamento prevede che egli paghi una somma pari alla seconda più alta offerta. Il bid, dunque, determina solo la probabilità di vittoria nell’asta di Vickrey. E’ stato provato che l’asta di Vickrey, accompagnata alla fissazione di un prezzo di riserva efficiente, è l’optimal auction; questa è Pareto-efficiente. Nel secondo capitolo tratteggiamo le peculiarità delle multiple-object autions, per poi far emergere, con l’aiuto di modelli particolarmente interessanti, le principali differenze con quelle one-object. Nei capitoli terzo e quarto si analizzano rispettivamente le aste dei Bot, caso pratico di multiple object auctions, e l’aggiudicazione tramite asta di un contratto di franchise, che è una delle modalità di privatizzazione. Nel quarto capitolo ci addentriamo in un’area rilevante di applicazione dei meccanismi d’asta classificabili nel contesto della teoria della regolamentazione economica e dei contratti. Infine, i principali risultati raggiunti nel corso del nostro “viaggio” sono riassunti in un apposito capitolo conclusivo.

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INTRODUZIONE E CONTENUTO DELLA TESI I meccanismi d’asta, come strumenti d’assegnazione d’oggetti, sono utilizzati da migliaia di anni. La prima testimonianza storica relativa all’impiego d’asta, narrata da Erodoto nel suo primo libro de Le Storie, risale circa al 500 a. C. e riguarda un collocamento un po’ particolare: un araldo (avo dell’odierno banditore), da un lato, vende fanciulle in età da matrimonio, dall’altro, una folla di uomini sono potenziali acquirenti. Le successive applicazioni d’aste, che la storia ci ha tramandato, riguardano essenzialmente fattispecie di vendite di beni in ambito privatistico e sono tali da ricalcare le procedure delle offerte orali ascendenti, che caratterizzano la forma d’asta più nota, che oggi chiamiamo inglese. I Governi sono senza dubbio i maggiori utilizzatori di tali meccanismi d’allocazione, e anche se essi hanno talvolta contrastato il loro uso negli ultimi secoli, le aste hanno sempre avuto un ruolo importante nella realtà concreta degli scambi. Queste modalità d scambio, sebbene siano sempre state di rilevante significato empirico per l’elevato valore dei beni trattati, sono state interessate da una puntuale analisi economica solo a partire dagli anni Sessanta. In particolare, vanno ricordate le ricerche di Vickrey che si sono concentrate sui diversi tipi di vendite all’asta e su come queste potevano essere meglio organizzate per generare efficienza economica. La teoria delle aste ha potuto fare passi da gigante anche grazie ai lavori di Von Neumann e Morgestern, di Savage e di Harsanyi, il quale ha diffuso il concetto d’equilibrio bayesiano rilevante per un gioco d’asta. Il primo capitolo della tesi si muoverà nel tipico ambiente che caratterizza il gioco d’asta: un venditore (monopolista) che mira a massimizzare il ricavo dalla vendita di un oggetto e un numero n >1 di potenziali acquirenti che competono per l’aggiudicazione dell’oggetto 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze economiche e bancarie di Siena

Autore: Pasqualino Evangelista Contatta »

Composta da 133 pagine.

 

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