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Strategie di internazionalizzazione di un'impresa leader distrettuale: verso la rete transnazionale. Il caso Lotto Sport Italia S.p.a.

L' avanzare del processo di globalizzazione economica sta spingendo i distretti industriali verso una più consistente apertura internazionale: una crescente quota di imprese distrettuali sta in questo senso assumendo via via i caratteri di imprese a rete transnazionali. Ugualmente, gli stessi sistemi distrettuali stanno subendo un' evoluzione da reti tradizionalmente locali a reti trans-locali, che nel loro operare si appoggiano e coinvolgono più luoghi ed attori dispersi su scala globale. Si verifica dunque un punto di rottura nei confronti di un sistema consolidatosi nel corso degli ultimi trent' anni: il distretto industriale, la cui filiera produttiva è stata tradizionalmente confinata a livello locale, è ora più che mai spinto ad un'attiva partecipazione al processo di internazionalizzazione dell'economia.
Operare nella nuova economia globale significa confrontarsi, competere nonché collaborare con una serie di nuovi attori e paesi talvolta caratterizzati da profonde differenze sul costo dei fattori produttivi. Significa dunque saper inserirsi con le proprie specializzazioni all' interno di circuiti di divisione del lavoro che da locali divengono ora transnazionali. In una competizione fondata principalmente su questioni efficientistiche e su un economia materiale, la sorte sarebbe evidentemente dolorosa per quelle tradizionali produzioni distrettuali, caratterizzate da bassi contenuti tecnologici ed elevati costi della manodopera. Ma nell' attuale scenario economico l' efficienza, se pur sempre fondamentale, è solo una componente del vantaggio competitivo alla quale si affianca crescentemente, ed a tutti i livelli, la capacità di rispondere in maniera innovativa e reattiva alle continue e mutevoli esigenze espresse (o latenti) della domanda. Una visione più sostenibile della competitività dell' impresa distrettuale e del sitema locale-distretto è favorita dunque da un loro riposizionamento competitivo in termini innovativi, tenendo inoltre conto dell' ampio processo di smaterializzazione del valore che sta trasformando l' economia complessiva.
Per l' impresa distrettuale, allo scopo di rinnovare la propria competitività su scala globale, si rende allora necessario concentrarsi in alcune attività core attraverso sempre più ingenti e continui investimenti in innovazione per mantenere un differenziale cognitivo rispetto ai competitors. Ma per aumentare la capacità di innovazione bisogna imparare a usare, creare e diffondere meglio la conoscenza nel sistema economico. La risposta dei distretti alla globalizzazione si gioca in ultima sull' economia e la gestione della conoscenza, e l'internazionalizzazione rappresenta un esito necessario ma anche fonte di nuovi stimoli ed opportunità.
Secondo la nostra visione infatti, l' internazionalizzazione costituisce anzitutto un fenomeno cognitivo: si va all' estero per replicare in altri mercati le conoscenze di cui si è già dotati (knowledge exploiting), ma anche per accedere ed acquisirne di nuove così da arricchire il proprio patrimonio cognitivo (knowledge seeking). In altre parole, una competizione sempre più knowledge based come quella nell' attuale scenario globale necessita, da un lato di conseguire le necessarie economie di scala di conoscenza ripartendo su base globale i crescenti investimenti immateriali sostenuti e così alimentarne di nuovi; e dall' altro necessita l' apprendimento di una base maggiore di conoscenze utili alla produzione, ovunque esse siano disperse globalmente.
Si impone dunque una maggior apertura internazionale delle imprese distrettuali, che si traduce in maggior apertura cognitiva verso i potenziali utilizzatori e produttori di conoscenze dispersi su scala globale. Si impongono in altre parole modalità di internazionalizzazione più consistenti ed efficaci alla competizione globale delle piccole medie imprese distrettuali.

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4 Introduzione L' avanzare del processo di globalizzazione economica sta spingendo i distretti industriali verso una più consistente apertura internazionale: una crescente quota di imprese distrettuali sta in questo senso assumendo via via i caratteri di imprese a rete transnazionali. Ugualmente, gli stessi sistemi distrettuali stanno subendo un' evoluzione da reti tradizionalmente locali a reti trans-locali, che nel loro operare si appoggiano e coinvolgono più luoghi ed attori dispersi su scala globale. Si verifica dunque un punto di rottura nei confronti di un sistema consolidatosi nel corso degli ultimi trent' anni: il distretto industriale, la cui filiera produttiva è stata tradizionalmente confinata a livello locale, è ora più che mai spinto ad un'attiva partecipazione al processo di internazionalizzazione dell'economia. Operare nella nuova economia globale significa confrontarsi, competere nonché collaborare con una serie di nuovi attori e paesi talvolta caratterizzati da profonde differenze sul costo dei fattori produttivi. Significa dunque saper inserirsi con le proprie specializzazioni all' interno di circuiti di divisione del lavoro che da locali divengono ora transnazionali. In una competizione fondata principalmente su questioni efficientistiche e su un economia materiale, la sorte sarebbe evidentemente dolorosa per quelle tradizionali produzioni distrettuali, caratterizzate da bassi contenuti tecnologici ed elevati costi della manodopera. Ma nell' attuale scenario economico l' efficienza, se pur sempre fondamentale, è solo una componente del vantaggio competitivo alla quale si affianca crescentemente, ed a tutti i livelli, la capacità di rispondere in maniera innovativa e reattiva alle continue e mutevoli esigenze espresse (o latenti) della domanda. Una visione più sostenibile della competitività dell' impresa distrettuale e del sitema locale-distretto è favorita dunque da un loro riposizionamento competitivo in termini innovativi, tenendo inoltre conto dell' ampio processo di smaterializzazione del valore che sta trasformando l' economia complessiva. Per l' impresa distrettuale, allo scopo di rinnovare la propria competitività su scala globale, si rende allora necessario concentrarsi in alcune attività core attraverso sempre più ingenti e continui investimenti in innovazione per mantenere un differenziale cognitivo rispetto ai competitors. Ma per aumentare la capacità di innovazione bisogna

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Marco Pasin Contatta »

Composta da 181 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2756 click dal 06/02/2008.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.