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L'incidente probatorio

La tesi tratta degli aspetti dell'incidente probatorio come elaborato dal nostro codice di procedura e dalle più recenti tesi dottrinarie

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1 CAP. 1 LE ORIGINI DELL’ISTITUTO SOMMARIO: 1) La fase preliminare nel codice del 1930; 2) La Costituzione Repubblicana e il dibattito sulla riforma del processo penale; 3) La “bozza” Carnelutti e la prima legge delega (3 aprile 1974); 4) Il progetto preliminare del 1978; 5) La legge delega del 16 febbraio 1987 n. 81; 1) LA FASE PRELIMINARE NEL CODICE DEL 1930 Prima dell’entrata in vigore del nuovo codice di rito, non sono riscontrabili antesignani diretti dell’attuale istituto dell’incidente probatorio. Alcuni autori tuttavia individuano, anche nel codice Rocco, un’ipotesi del tutto peculiare, “assimilabile non già all’istituto dell’incidente probatorio, ma ad un singolo caso nel quale si può ricorrere alla suddetta procedura” 1 . Il riferimento è alla cosiddetta testimonianza a futura memoria ex artt. 357 1° comma e 418 c.p.p. 1930. Tale testimonianza presentava, “la medesima ratio rispetto alla previsione dell’art. 392 lett. a) del vigente codice” 2 , che consente il ricorso alla procedura incidentale quando sussiste fondato motivo che il teste non potrà essere esaminato nel dibattimento per infermità o altro grave impedimento 3 . 1 Vedasi P. DI GERONIMO L’incidente probatorio Padova 2000, p. 3; G. DE ROBERTO, voce Incidente probatorio in Enc.giur.Treccani, XVI, 1989, p. 1 giudica questa parentela come “apparente”. 2 P. DI GERONIMO op.cit., p. 3. 3 Le norme citate del codice Rocco consentivano, infatti, che fosse immediatamente acquisita la testimonianza che si prevedeva non assumibile al dibattimento per infermità o altro impedimento del teste. La peculiarità dell’art. 357 cit. consisteva nel fatto che il giudice istruttore assumeva la testimonianza a futura memoria previo giuramento del teste, formalità questa non richiesta allorché l’escussione potesse essere ripetuta in dibattimento. L’art. 418 permetteva che il testimone potesse essere esaminato dal giudice del dibattimento prima dell’apertura di questo proprio per fronteggiare l’eventualità di un’impossibilità futura del teste medesimo (Ibidem, p. 3).

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Massimo Pelo Contatta »

Composta da 149 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6735 click dal 19/02/2008.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.