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L'attualità di Hannah Arendt nel XXI Secolo Riflessioni sull’Occidente leggendo “Le Origini del Totalitarismo”

Informazioni tesi

MASTER DI II LIVELLO sulla didattica della Shoah
  Autore: Vincenzo Del Vecchio
  Tipo: Tesi di Master
Master in
Anno: 2007
Docente/Relatore: Francesca Brezzi
Istituito da: Università degli Studi Roma Tre
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 97

IL lavoro intende mettere in luce la preveggenza dei lavori della Arendt nel sottolineare il pericolo che corrono le moderne democrazie, le quali non rimuovendo le cause che hanno prodotto la Shoah, creano le condizioni perchè tale dramma possa riprodursi di nuovo.
La crisi dei pilastri delle societa' moderne, quali la famiglia, la scuola, l'autorita' dei padri, la politica, fanno ritenere possibile, con le armi moderne, che possa realizzarsi un nuovo Olocausto, ancora più terribile, ma indolore per gli occhi della Comunità Internazionale.
Tale pericolo viene accentuato dal ruolo nefasto della propaganda che ormai inventa nemici inesistenti e superflui, e dall'uso improprio della memoria e dei sopravvissuti, che ogni 27 di gennaio porta più a dimenticare che a ricordare con un uso strumentale dei sopravvissuti allo sterminio.
Ricordiamoci che l'argomento Shoah usato in modo improprio, è inutile e controproducente, si può dimenticare per oblio o per sovraesposizione, ed una volta saturata la memoria il danno sarà irreparabile.
Questo è un lavoro originale e scomodo, ma realizzato da chi ama il suo prossimo, e mai vorrebbe che ciò che è stato fatto al popolo ebraico, in nessun modo possa ripetersi contro qualunque altro popolo.
Scomodo perchè indaga, cercando di capire e far intendere, come mai nonostante sia aumentate e veicolate in tutte le istituzioni, le informazioni sulla storia della Shoah, siano parallelamente cresciute in tutta Europa manifestazioni di razzismo ed antiseminismo.

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3 di 97 PREMESSA "I ricordi sono come uova d’uccello nel nido:/ l’anima li riscalda per lunghi anni /e d’un tratto essi rompono il guscio/ disordinatamente, inesorabilmente." (Ismail Metter) . La storia d’Israele è scandita dai nomi di moltissime popolazioni - Cananei, Egiziani, Israeliti, Assiri, Babilonesi, Persiani, Greci, Romani, Arabi, Mamelucchi, Ottomani - e da altrettante conquiste. Diversi sono stati i nomi che, nel corso della sua storia millenaria, sono stati attribuiti alla terra compresa entro i confini dell’attuale Stato d’Israele, il toponimo che verosimilmente rappresenta la più antica denominazione è Canaan. Canaan è la "Terra Promessa" degli Ebrei che, in seguito, verrà a coincidere - dal punto di vista geografico - con la "Terra Santa" della tradizione cristiana. Da un punto di vista archeologico-geografico il termine Canaan designa tutta l’area compresa tra il Mediterraneo e i fiumi Oronte e Giordano: i Cananei furono appunto le genti che abitarono queste terre nell’età del Bronzo, prima e fino all’avvento d’Israele (1200 a.C. circa). Il nome Palestina venne imposto dai Romani che, dopo la repressione della seconda rivolta ebraica nel 135 d. C., proclamarono la regione "provincia romana di Syria Palestina" e vietarono agli ebrei di entrare in Gerusalemme, che rinominarono Aelia Capitolina,con il nome Palestina il territorio verrà designato fino al termine del mandato britannico: cioè dal 1922 alla proclamazione dello Stato d’Israele nel 1948. della Società delle Nazioni del 24 luglio 1922 - alla costituzione del focolare nazionale ebraico . Nell’agosto del 1929 i musulmani della regione lanciarono un "appello alla guerra santa contro gli ebrei" che sfociò in veri e propri pogrom (massacri) nei quartieri ebraici di Gerusalemme, Safed, Tiberiade ed Hebron. Tali pogrom preannunciarono gli atti terroristici arabo-palestinesi della "grande rivolta araba" del 1936-39, nei quali morirono 517 ebrei (Codovini, 1999). Nel frattempo, nel 1930, le autorità mandatarie britanniche avevano stabilito che il Kotel (detto anche muro del pianto o muro occidentale) costituiva parte integrante dell’Haram Al-Sharif ed era di esclusiva proprietà islamica. Agli ebrei venne proibito di portare panche, sedie, tappeti e paraventi davanti al muro e persino di suonare il tipico corno d’ariete, lo shofar, che si adopera durante le feste di Rosh-haShanà e di Kippur . Nel marzo del 1939 (intanto in Europa erano già cominciate le atrocità naziste e le persecuzioni degli ebrei) la Gran Bretagna convocò a Londra una conferenza per discutere il futuro assetto della Palestina: conferenza resa però impossibile dal rifiuto arabo di sedersi allo stesso tavolo con Weizmann e Ben Gurion . Venne comunque deciso, due mesi dopo, di limitare l’immigrazione ebraica in Palestina a non

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