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Tossicodipendenza: analisi comparata delle politiche sociali in occidente e ipotesi d'intervento

Analisi degli effetti delle politiche.
Il confronto dei dati statistici necessita di cautela, a causa delle differenze di definizione; della qualità delle segnalazioni e delle variazioni % regionali, interne ad ogni Paese. Tenuto conto di questi limiti, si può tracciare per l’U.E. una tendenza generale.
Per ciò che concerne l’andamento complessivo dei decessi per overdose, se ne registra, nonostante un evoluzione irregolare, la continua crescita anche se in misura meno netta, rispetto al picco degli anni Ottanta e primi anni Novanta. Questa tendenza complessiva, potrebbe riflettere la rapida espansione dell’uso di eroina per via parenterale, in molti Paesi europei nel corso di quegli anni. Mentre le tendenze recenti, si collegherebbero in alcuni Paesi, alla diminuzione del consumo per via endovenoso, probabilmente, dovuta all’aumentata disponibilità di soluzioni terapeutiche, fra cui i programmi di trattamento farmacologico sostitutivo.
La tendenza del consumo generale di sostanze stupefacenti in tutta l’U.E ed USA, ha registrato un notevole incremento, come dimostrato dalle relazioni dell’OMS. Nonostante sia diminuito l’uso parenterale di eroina, per contro, oggi si assiste ad un nuovo fenomeno, rappresentato dalla poliassunzione, con un incremento dei consumatori di cocaina, ecstasy, crack, etc. Già questo dato di per se, ci potrebbe indicare l’inefficacia delle politiche ma ovviamente sarebbe riduttivo limitarsi a questo. È importante invece comprenderne il perché e cosa non funziona.
Confrontando gli orientamenti legislativi, non si rileva una particolare relazione tra l’aumento dei consumatori e il trattamento giuridico. Dall’ indagine svolta, sembra che tale aumento sia più connesso a motivazioni sociali e agli stili di vita. Occorre quindi sottolineare l’importanza delle misure di prevenzione. Nell’U.E., la risposta istituzionale in questo campo appare abbastanza omogenea, ed emerge che le politiche funzionano solo in presenza di sforzi significativi nel campo della prevenzione, dell’educazione e della riabilitazione integrale; infatti tutto ciò che concerne gli interventi di prevenzione primaria, secondaria e terziaria (ovvero prevenzione delle ricadute), hanno il fine di creare, le condizioni che portano i soggetti a non usare o riutilizzare droghe. Per questo motivo, dal confronto tra le varie politiche attuate in occidente, emerge che quelle svedesi, hanno una valutazione di maggiore efficacia, rispetto a quelle degli altri Paesi presi in esame.
Va sottolineato che a livello europeo, le ricerche e gli interventi nell’area della prevenzione sono scarse, inoltre, si utilizzano ampiamente ricerche e modelli nordamericane, nei quali gli obiettivi e l’ambiente stesso in cui si realizzano sono diversi rispetto alla situazione europea.

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4 Introduzione Una massiccia bibliografia, sul problema relativo alla dipendenza da sostanze stupefacenti, possono indurre a chiedersi se c’è ancora spazio generativo, teorico e metodologico, se esiste ancora un clima culturale e motivazionale per riflettere e proporre nuovi modelli di conoscenza e d’intervento in quest’area. Credo che il dibattito scientifico, la riflessione professionale e il lavoro di formazione, devono essere riconosciuti come principali fautori per approfondire e migliorare, chiavi di lettura e strategie d’interevento, utili e sempre più efficaci. La mia proposta s’insinua sul piano del metodo, adottando un approccio terapeutico globale, ed una integrazione attiva e coordinata tra farmacologia e il trattamento psico-sociale. Ho scelto di affrontare la “Tossicodipendenza”, quale argomento di questa tesi, in un senso di continuità, del mio progetto di vita. Lavorando per anni come educatrice, mi sono resa conto, che spesso le legislazioni non tengono conto delle voci di chi opera sul campo, eludendo in questo modo una parte importante alla ricerca scientifica, e minando la legittimità della legislazione stessa. Ho quindi scelto di confrontare le politiche sociali in occidente al fine di verificane l’efficacia, ho congiunto a questo, la pratica dell’esperienza, ipotizzando che si possa giungere ad aiutare il maggior numero di persone, solo attraverso il dialogo e lo scambio, in un ottica multidisciplinare. Questa tesi si articola in tre parti: la prima è volta ad analizzare l’evoluzione delle legislazioni e delle politiche in materia di stupefacenti, comparandole con i suoi effetti, in Europa occidentale e America. In tali espressioni legislative, si desume un andamento irregolare; a tratti aperto attraverso la “modica quantità” per poi richiudersi in una convivenza conflittuale, tra proibizione e legalizzazione, in particolare, dopo la diffusione del virus dell’ HIV.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze dell'Educazione

Autore: Veneria Marchesi Contatta »

Composta da 177 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.