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Dalle collaborazioni coordinate continuative al lavoro a progetto della Legge Biagi

Informazioni tesi

  Autore: Luciano Radaelli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università Carlo Cattaneo - Liuc
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Pierangelo Albini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 159

Questa tesi si prefigge di analizzare la riforma del diritto del lavoro, apportata dalla Legge Biagi, con particolare attenzione all’ambito delle collaborazioni coordinate e continuative, trasformate ora in lavoro a progetto. L’elaborato si articola in tre capitoli.
Un primo capitolo che mostra la situazione ante Legge Biagi: partendo dall’analisi della nozione di lavoro subordinato e da quella di lavoro autonomo, ne evidenzia le caratteristiche principali che determinano la differenziazione tra i due istituti, enunciando poi le opinioni dottrinali e le fonti delle collaborazioni coordinate e continuative, nonche’ l’orientamento giurisprudenziale. Il secondo capitolo, invece, descrive le novita’ tecniche introdotte con la Legge 30 e lo fa innanzitutto dichiarando quelle che sono le intenzioni e gli obbiettivi prefissati dal Legislatore, per poi entrare nel merito e analizzare in ogni singolo dettaglio, dalla forma all’estinzione del contratto, senza tralasciare il relativo regime sanzionatorio, la disciplina delle rinunzie e transazioni e le fattispecie escluse dal campo d’applicazione, ma anche i relativi chiarimenti del Ministero, apportati con la circolare 8 gennaio 2004.
Infine l’ultimo capitolo, denominato “Conclusioni”, rilascia un giudizio d’insieme sulla bontà della riforma; operazione questa di non semplice realizzazione, data la assai recente entrata in vigore della stessa ed effettuata, evidenziando il contrasto di opinioni, sia in dottrina riportando i contributi quali quello del Prof. Ichino da una parte e del Prof.Tiraboschi dall’altra, che tra gli addetti ai lavori, da una parte gli imprenditori e le associazioni di categoria, dall’altra i cosiddetti collaboratori e i sindacati. Al riguardo sono menzionate le indagini condotte da Assolombarda, Nidil-Cgil, Ires, Demoskopea-Italia Oggi, ed inoltre sono stati menzionati i primi accordi nazionali, quale quello tra Assocallcenter e Cgil-Cisl-Uil.
E’ stato poi riportato il contributo giurisprudenziale della Corte Costituzionale, con la sentenza 50/2005, nei confronti di alcune regioni ricorrenti, e inoltre sono state espresse delle opinioni personali.

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#NOME#Radaelli Luciano# #MATRICOLA#4731# #ANNO#2003-04# #RELATORE#Albini Pierangelo# #TITOLO#Dalle collaborazioni coordinate e continuative al lavoro a progetto della Legge Biagi# #AUTORIZZAZIONE#Si’# #TESTO#Questa tesi si prefigge di analizzare la riforma del diritto del lavoro, apportata dalla Legge Biagi, con particolare attenzione all’ambito delle collaborazioni coordinate e continuative, trasformate ora in lavoro a progetto. L’elaborato si articola in tre capitoli. Un primo capitolo che mostra la situazione ante Legge Biagi: partendo dall’analisi della nozione di lavoro subordinato e da quella di lavoro autonomo, ne evidenzia le caratteristiche principali che determinano la differenziazione tra i due istituti, enunciando poi le opinioni dottrinali e le fonti delle collaborazioni coordinate e continuative, nonche’ l’orientamento giurisprudenziale. Il secondo capitolo, invece, descrive le novita’ tecniche introdotte con la Legge 30 e lo fa innanzitutto dichiarando quelle che sono le intenzioni e gli obbiettivi prefissati dal Legislatore, per poi entrare nel merito e analizzare in ogni singolo dettaglio, dalla forma all’estinzione del contratto, senza tralasciare il relativo regime sanzionatorio, la disciplina delle rinunzie e transazioni e le fattispecie escluse dal campo d’applicazione, ma anche i relativi chiarimenti del Ministero, apportati con la circolare 8 gennaio 2004. Infine l’ultimo capitolo, denominato “Conclusioni”, rilascia un giudizio d’insieme sulla bontà della riforma; operazione questa di non semplice realizzazione, data la assai recente entrata in vigore della stessa ed effettuata, evidenziando il contrasto di opinioni, sia in dottrina riportando i contributi quali quello del Prof. Ichino da una parte e del Prof.Tiraboschi dall’altra, che tra gli addetti ai lavori, da una parte gli imprenditori e le associazioni di categoria, dall’altra i cosiddetti collaboratori e i sindacati. Al riguardo sono menzionate le indagini condotte da Assolombarda, Nidil-Cgil, Ires, Demoskopea-Italia Oggi, ed inoltre sono stati menzionati i primi accordi nazionali, quale quello tra Assocallcenter e Cgil-Cisl-Uil. E’ stato poi riportato il contributo giurisprudenziale della Corte Costituzionale, con la sentenza 50/2005, nei confronti di alcune regioni ricorrenti, e inoltre sono state espresse delle opinioni personali.

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