Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Problemi di apprendimento e comunicazione con il soggetto recluso

Dopo un breve excursus storico-giuridico sulla funzione della pena e sulla sua evoluzione, si persegue l'intento di illustrare come gli avvenimenti storici hanno influenzato lo sviluppo della figura del volontario penitenziario all'interno delle carceri italiane. Si cerca poi di dare uno spaccato della situazione in cui versano le carceri italiane dal punto di vista strutturale, del personale impiegato e della tipologia di soggetti che ospitano, attracerso anche l'attuale tema dell'indulto. Si esamina il concetto di educazione e di rieducazione in carcere e i problemi del fare scuola in carcere e infine sono riprese le tematiche proposte nei capitoli precedenti attraverso le voci dei detenuti, sulla base di un lavoro svolto per radio tre.

Mostra/Nascondi contenuto.
7 INTRODUZIONE Scopi principali di questo lavoro sono, da un lato, il tentativo di far riscoprire la ricchezza e l’importanza derivanti dall’esperienza quando si tratta delle vicende umane e, dall’altro, ribadire il valore fondamentale della dignità dell’essere umano, in qualsiasi contesto egli si trovi a vivere, a partire da una delle realtà sociali in cui è più difficile ritrovarla, quella dell’istituzione penitenziaria per adulti. Il mio interesse per questo contesto è nato molti anni fa quando, ancora adolescente, ho ascoltato la canzone di un famoso cantautore italiano, Vasco Rossi, dal titolo Ma che cosa c’è, che ad un certo punto recita “…quando tocchi il fondo…vieni su!......vieni fuori oppure…non ci vieni più!...”. Indagando nella sua biografia ho scoperto che il cantautore ha scritto il testo non appena uscito dal carcere dove era stato rinchiuso per ventitrè giorni per detenzione di cocaina nel 1984. La galera, però, non ha screditato la sua immagine, anzi al contrario ha aumento la sua fama. Agli esordi alcuni giornalisti lo avevano definito “sporco, cattivo e perfino drogato”, ma le vendite dei suoi dischi erano in aumento. Vasco Rossi sostiene che l’esperienza del carcere è stata come un reset e che l’ha usata come leva per migliorarsi. Mi sono chiesta quindi: “potrebbe il carcere servire a far nascere persone nuove?”. Il mio interesse è cresciuto quando ho avuto la possibilità di svolgere l’attività di tirocinio universitario e di entrare in contatto con i ristretti della Casa Circondariale di

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Lorenza Salafia Contatta »

Composta da 200 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1532 click dal 22/02/2008.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.