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La Polizia di Stato - Funzioni di prevenzione e repressione - Efficacia ed efficienza

Informazioni tesi

  Autore: Flavio Miccono
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Davide Petrini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 71

Il percorso tracciato consente di prefigurare le dinamiche storiche e culturali proprie della nostra tradizione italiana nella razionalizzazione del pubblico impiego, sancendo le peculiarità dell’attività della polizia di Stato che incide direttamente sui diritti personali dei cittadini tutelati direttamente dalla costituzione. Ora, qualsiasi soluzione prospettata, a fronte di singoli problemi da affrontare, non può ritenersi valida ed efficace aprioristicamente e soprattutto, la stessa soluzione non è valida in altri contesti socio-culturali. Si è tentato, quindi, di affrontare con approccio incrementale un’analisi che potesse essere raffrontata con realtà di altre cittadine, costruendo parametri che rimanessero significativi al variare delle città in esame. Nel caso trattato, relativo alla razionalizzazione delle pattuglie della polizia di Stato presenti sul territorio di Torino, si evidenzia una variazione dei parametri che, seppur indicativamente e senza pretese di precisione assoluta, dimostrano che l’azione intrapresa produce delle variazioni positive, che se confermate a distanza di intervalli di tempo predeterminati, potrebbero delineare un progressivo miglioramento delle condizioni di vita nella città.

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4 CAP. I CONSIDERAZIONI INTRODUTTIVE 1.1 La polizia di Stato - Cenni storici Nel “code des délits et des peines”, detto “du 3 brumaire an IV” (giorno in cui la convenzione l’ha votato: 25 ottobre 1795) figura la prima definizione di polizia: “La police est instituée pour mantenir l’ordre public, la liberté, la proprietée, le sureté individuelle” (art. 16); “son caractère principal est la vigilance”, e “la societé, considérée en masse, est l’object de sa sollicitude” (art.17); “elle se divise en police administrative et police judiciaire” (art. 18); avendo “puor object le maintien abituel de l’ordre public”, l’amministrativa “tend principalment à prévenir les délits” (art. 19); la giudiziaria ricerca i fatti penalmente rilevanti, “en rassemble les preuves et en livre les coupables aux tribunaux chargés par la loi de les punir” (art. 20). Queste sono le prime notizie sulla polizia che risalgono al cosiddetto “code Merlin” e al “code d’instruction criminell” dove si delimitano le notitia delicti all’accusa e le garanzie basilari alla convivenza civile dei cittadini. Successivamente durante l’invasione francese da parte di Napoleone nel maggio 1805 a Milano, tale termine passò al protocodice italiano emanato dopo 27 mesi l’8.9.1807. 1 Nel 1814 nasce la prima forza di polizia dello Stato piemontese che poi diventerà nello Stato italiano il corpo dei Carabinieri Reali. Con l’emanazione dello Statuto albertino si istituisce anche l’amministrazione della pubblica sicurezza con R.D. 728/1848 alle dipendenze del ministero dell’interno. 2 1 F.CORDERO Codice di procedura penale ed. UTET 1992 pag. 211 2 L.MONE L’amministrazione della pubblica sicurezza e l’ordinamento del personale ed. LAURUS ROBUFFO 1999 pag. 25-26

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