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Dalla città murata alla città globale. Potenzialità e limiti della nuova dimensione urbana.

La tesi ricostruisce l'evoluzione storica della dimensione urbana partendo dai primi sinecismi urbani fino ad arrivare ai giorni nostri, ponendo particolare attenzione sulle città globali, sulle caratteristiche della città contemporanea nel Nord del mondo e sui limiti di queste; inoltre dedica si concentra sulla condizione delle città del Sud del mondo. Infine vengono esaminate le principali politiche implementate per risolvere i problemi inerenti allo spazio urbano.

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3 CAPITOLO PRIMO La città: evoluzione storica I. I primi sinecismi urbani Il termine sinecismo deriva dal greco syn-oikismós e letteralmente indica “l’elezione di un domicilio comune”, dunque per sinecismi urbani devono intendersi tutti quei processi che hanno generato la fondazione di residenze collettive da parte delle diverse popolazioni. Tuttavia non basta la sola volontà di un popolo per determinare la nascita di una città, ma devono verificarsi alcuni fondamentali requisiti di natura sociale, politica e materiale (Pierotti, 1993, pp. 7-9) 1 . L’aspetto materiale risulta basilare soprattutto nella sua componente alimentare: affinché una città sorga e sopravviva nel tempo, deve sussistere la possibilità di soddisfare i bisogni primari di una popolazione fortemente concentrata. Questa condizione è legata alla produzione agricola, ma anche alla capacità di conservare e trasferire le riserve alimentari dalle aree rurali all’interno del tessuto urbano; di conseguenza, altro fattore materiale imprescindibile per la formazione di una città è la presenza di vie di comunicazione in grado di consentire trasporti pesanti: anche per questo motivo le prime città nacquero in siti fluviali (Fiume Giallo, Nilo, Indo, Tigri ed Eufrate) 2 . Circa l’aspetto politico-sociale la genesi urbana è connessa al costituirsi del potere politico che a sua volta si concentra nelle mani di una casta militare e/o religiosa che risulta dominante rispetto il resto della comunità e che monopolizza, di fatto, forza militare e conoscenze (Bortolotti, 2002, p. 121) 3 . Solo in tal modo, infatti, la città ha potuto affermare la propria supremazia sulla campagna, imponendo ai dominati la produzione di eccedenze agricole che altrimenti non sarebbero risultate necessarie. Il sinecismo più antico fu quello mesopotamico (tra III e II millennio a.c.), che trasse origine dalla necessità di disciplinare i corsi del Tigri e dell’Eufrate i quali, se da un lato erano molto ricchi di acque, dall’altro mostravano una forte propensione all’esondazione. Alle città mesopotamiche seguirono quelle egiziane che, a differenza delle prime, nacquero per favorire il controllo sul territorio da parte delle dinastie egemoniche. Pertanto le prime città sorsero contestualmente alle prime civiltà, ma erano di numero esiguo rispetto ad un mondo prevalentemente rurale; inoltre, la loro dimensione demografica non superava mai il limite di 10.000/15.000 abitanti a causa, soprattutto, delle cattive condizioni igienico-sanitarie. Esse poggiavano su tre forme di potere: teocratico, militare e politico; difatti, solo con l’avvento della civiltà pre-ellenica prima e quelle greca e romana poi, si affermò nella città il potere commerciale. Per di più, oltre ad essere centri religiosi e di potere, le città più antiche svolsero anche le funzioni di centri di cultura ed economici (parallelamente alle prime attività artigianali fecero la loro comparsa anche i primi mercati). La stragrande maggioranza degli studiosi è concorde nel ritenere che i motivi che hanno determinato la prima rivoluzione urbana sono da indicare nell’aumento delle produzioni agricole grazie all’introduzione di nuove tecniche come l’irrigazione; solo così è stato possibile sfamare quella parte della popolazione non dedita alle attività rurali 4 . Quindi 1 PIEROTTI P., La città nella storia, in CORI B., CORNA PELLEGRINI G., DEMATTEIS G., e PIEROTTI P. (a cura di), Geografia urbana, Torino, UTET, 1993, pp. 3-45. 2 Per sito si intende il luogo puntuale in cui nasce la città, mentre per posizione il suo ulteriore sviluppo in riferimento al territorio. 3 BORTOLOTTI L., Storia, città e territorio, Milano, Franco Angeli, 2002. 4 Voci fuori dal coro sono quelle della Jacobs (1971, pp. 7-48) e di Mumford (1961): secondo la prima non è vero che «esistevano prima i campi e poi poté nascere la città; ma all’inverso che prima ci fu la città e poi i campi», mentre per il secondo, attività di tipo urbano, come quelle politiche e di culto, esistevano già sul territorio in modo sparso e solo successivamente confluirono nei centri abitati.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Marco Rucci Contatta »

Composta da 80 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.