Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Sun Tzu e "L'Arte Della Guerra": quanto è attuale per il manager moderno?

Una ricerca sui maggiori critici de "L'arte della guerra", i quali hanno voluto inquadrare in chiave manageriale quest'opera, accolando a Sun Tzu idee legate al management. Una tesi che mostra come si siano fatti troppi accostamenti metaforici dai critici moderni, snaturando il libro stesso per poterlo adattare a loro piacimento. Il testo mostra comunque elementi di similitudine, minori rispetto a quelli mostrati dalla critica, per dimostrare ciò si è fatto ricorso anche a alcune importanti e ormai cementate teorie del management. Un'elegante analisi che mostra il grande potenziale di un libro scritto nel 400 a.C.

Mostra/Nascondi contenuto.
3 Introduzione “Il confronto e la competizione tra gli stati non dovrebbero essere mai risolti con il ricorso alle armi. Qualora la guerra fosse inevitabile, nessuno dei contendenti dovrà combattere con il desiderio del profitto o della gloria; i generali dovranno avere la massima cura dei loro uomini e cercare di ridurre al minimo i danni dell’avversario.” Non sono, queste,le considerazioni di un pacifista dal cuore tenero e spaventato da un possibile olocausto nucleare, ma i precetti di un antico pensatore cinese, Sun Tzu. Il successo che sta arridendo in Occidente al libro di Sun Tzu “L’arte della guerra” (Bingfa) – e che contribuisce al definitivo superamento del pensiero militare di von Clausewitz (opera posteriore al suddetto trattato militare cinese) secondo il quale scopo ultimo della guerra è la distruzione e l’annientamento del nemico – non deve stupire se si considera che i generali più geniali e vittoriosi e i più famosi rivoluzionari e guerriglieri dell’età contemporanea (da Napoleone a Kutuzof, da Lawrence d’Arabia a Mao e a Ho Chi-Minh) avevano fatto de “L’arte della guerra” il loro manuale preferito, sposandone i principi fondamentali: la vera arte della guerra consiste nel vincere il conflitto ancor prima di iniziarlo; in una guerra è vincente non tanto chi è in vantaggio numerico e di mezzi ma chi, usando strategie indirette, inattese e non ortodosse, trasforma i vantaggi del nemico in svantaggi e i propri limiti in punti di forza. Del resto il libro di Sun Tzu è stato il trattato di riferimento per strateghi e politici americani da Nixon in poi, fino a coloro che si sono trovati coinvolti nei recenti conflitti dell’Iraq e del Kossovo, nonché per gli agenti del KGB e della CIA. Ai giorni nostri il Bing fa continua a essere un pilastro nelle accademie militari di tutto il mondo, dall’accademia militare di Modena, a West Point, ossia la scuola per cadetti che sfornerà i moderni guerrieri nei conflitti di Iraq e Afghanistan; ma anche gli eserciti israeliano e inglese hanno alle spalle tale lettura; di fatti quest’opera presenta concetti di una modernità impressionante e i diversi professori di psicologia militare delle accademie se ne sono resi conto e hanno integrato la lettura de “L’arte della guerra” a quelle degli autori più moderni. Ma anche le strategie degli yuppies della finanza discendono in parte dai principi di Sun Tzu e Sun Pin, proprio perché essi insegnano come gestire in maniera vittoriosa qualsiasi forma di competizione, sia personale che collettiva, in qualsiasi campo (mondo degli affari e marketing, appunto, compresi), pur partendo da una situazione anche di manifesta inferiorità. Mai come in questi ultimi anni, la Cina si è dimostrata forte e concorrenziale a tal punto da spaventare anche le superpotenze economiche, dunque trovo giusto capire cosa stia alla base di un popolo che si promette di arrivare in testa alla corsa per la conquista del mercato globale. Dunque anche i manager cinesi possono aver tracciato le loro strategie avendo nel loro background precetti derivanti da “L’arte della guerra”. In questa tesi però mi permetto di dissentire da alcune opere letterarie, che dando un taglio manageriale all’opera del maestro Sun Tzu, ne individuano solo gli elementi di modernità senza offrire spunti di critica a quest’opera scritta più di 2000 anni fa. L’opera di Sun Tzu, oltre a condividere concetti del management moderno, rimane un’ottima fonte d’ispirazione per vincere anche nelle piccole e grandi guerre della vita

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Alessio Giacomello Contatta »

Composta da 51 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5501 click dal 28/02/2008.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.