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Il Sistema Monistico di Amministrazione tra diritto interno e common law

Con la Novella del Codice civile, introdotta dal d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6 è stato profondamente innovato il sistema di governance della società per azioni. La principale novità è in linea con il ruolo centrale che la legge delega 3 ottobre 2001, n. 366, assegna all’autonomia privata per favorire competitività e crescita delle imprese.
Al di là delle pur rilevanti modifiche apportate ai singoli aspetti della disciplina, sulle quali si tornerà nel prosieguo, le novità ictu oculi più rilevanti sono certamente quelle che hanno portato il legislatore delegato a generalizzare la regola, sino ad oggi operante nelle sole società per azioni con azioni quotate in mercati regolamentati , della separazione tra controllo sulla gestione, affidato ad un organo interno alla società, e controllo contabile, affidato invece ad un revisore esterno, o ad una sua articolazione interna, come previsto per il sistema monistico , e quelle che lo hanno portato a prevedere l’opzione fra tre diversi sistemi di gestione e sorveglianza per la società per azioni .

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Introduzione 6 Introduzione Mai come in questi ultimi anni vi è stata un’attenzione così elevata circa le strutture di gestione e controllo interno delle società, nonché di tutela delle minoranze, attenzione che si è ancora più accentuata dopo i fallimenti di alcuni importanti colossi quali Enron, Worldcom 1 . L’onda di crescente interesse circa i c.d. temi di corporate governance non si è manifestata solo a livello accademico, ma anche a livello legislativo, e non solo in Italia. Negli Stati Uniti i recenti casi di frodi e crisi nel mercato finanziario suddetti, sono stati attribuiti, dopo attenta analisi, ad una carenza nei sistemi di controllo sull’informazione societaria. Non si è pertanto ravvisata, se non marginalmente, l’esigenza di modificare gli standard di rappresentazione contabile del patrimonio aziendale, bensì più opportunamente l’intervento correttivo si è concentrato sul garantire la veridicità della rappresentazione attraverso il rafforzamento degli standard di comportamento (e le relative responsabilità) di chi quella veridicità deve assicurare (management, audit committees, revisori) o deve interpretare (analisti finanziari, banche d’affari e d’investimento), a beneficio del mercato. In Europa sembra invece mancare un filo conduttore comune, sia a livello dei singoli Paesi che a livello comunitario. Gli interventi di riforma che si propongono e, in alcuni casi, si realizzano, pur volendo tutti promuovere l’efficienza del funzionamento societario e del mercato dei capitali, si caratterizzano per la pluralità dell’approccio, con esiti, spesso, altalenanti: intervento sui sistemi di governo e amministrazione 2 , intervento sugli assetti 1 Per un’analisi ragionata, alla luce delle regole di corporate governance, della vicenda Enron, si rinvia a J. R. Macey, Efficient Capital Markets, CorporateDisclosure & Enron, in Giur. Comm., I, 2002, p. 754 e ss.; C. Dematté, Il caso Enron una lezione per tutti, in Economia & Management, n. 2, 2002, p. 6; G. Colangelo, C’era una volta in America: gli insegnamenti presunti e i fallimenti reali dell’affare Enron, in Mercati concorrenza regole, 2002, p. 455 e ss.; J. N. Gordon, What Enron means for the the management: some initial reflections, disponibile su www.ssrn.com.; K. J. Hopt, Modern 2 Cfr. proposta di V direttiva.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Silvia Di Giacomantonio Contatta »

Composta da 149 pagine.

 

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