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Struttura piramidale e patti parasociali nelle valutazioni di mercato delle imprese

Il presente lavoro affronta il tema della separazione tra proprietà e controllo che può realizzarsi in un’impresa, o - in maniera ancor più forte ed evidente - in gruppi di imprese.
Tale fenomeno fu oggetto di studi già negli anni ’30, da parte di A. Bearle e G. Means, i quali andarono ad analizzare quelli che erano i rapporti tra le migliaia di singoli azionisti di una public company ed il management della società. Tale tipologia di separazione tra proprietà e controllo è tuttora fortemente presente nei paesi anglosassoni.
Tipica della maggior parte dei paesi dell’Europa continentale, tra cui l’Italia, è invece la separazione tra cash-flow rights e voting rights, ovvero i casi in cui un singolo azionista (o un nucleo ristretto di azionisti), pur detenendo una percentuale minoritaria dei cash-flow rights, è tuttavia in grado di esercitare nelle assemblee degli azionisti la maggioranza dei diritti di voto (o comunque una percentuale sufficientemente ampia da risultare maggioritaria, rispetto al complesso degli altri azionisti votanti in assemblea), assicurandosi a cascata i board rights e spesso anche i management rights.

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INTRODUZIONE Il presente lavoro affronta il tema della separazione tra proprietà e controllo che può realizzarsi in un’impresa, o - in maniera ancor più forte ed evidente - in gruppi di imprese. Tale fenomeno fu oggetto di studi già negli anni ’30, da parte di A. Bearle e G. Means, i quali andarono ad analizzare quelli che erano i rapporti tra le migliaia di singoli azionisti di una public company ed il management della società. Tale tipologia di separazione tra proprietà e controllo è tuttora fortemente presente nei paesi anglosassoni. Le azioni emesse dall’impresa conferiscono a chi le possiede due differenti tipologie di diritti: diritti di natura patrimoniale-finanziaria (cash-flow rights) e di tipo amministrativo–gestionale o di controllo (control rights). I primi consistono essenzialmente nel diritto a ricevere un dividendo, e nel diritto al riparto pro-quota del capitale residuale dell’impresa in caso di scioglimento/fallimento. I diritti di controllo, invece, si articolano in diverse categorie: 1. il voting rights, ossia il diritto di votare nell’assemblea degli azionisti; 2. il board rights, il diritto ad eleggere i membri del consiglio di amministrazione; 3. i management rights, il diritto a gestire operativamente l’impresa. Tipica della maggior parte dei paesi dell’Europa continentale, tra cui l’Italia, è invece la separazione tra cash-flow rights e voting rights, ovvero i casi in cui un singolo azionista (o un nucleo ristretto di 3

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Andrea Caporaso Contatta »

Composta da 216 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.