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La liberalizzazione e la privatizzazione del settore del trasporto aereo: il caso Alitalia

Informazioni tesi

  Autore: Lara Baccani
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Mario Sebastiani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 121

Il trasporto aereo, fino alla fine degli anni settanta, si presentava come uno dei settori più severamente e strettamente controllati dalle politiche pubbliche adottate dai vari Governi, in relazione alla sua importanza economica e all'interesse degli Stati volto a tutelare principalmente la propria compagnia di bandiera. A seguito degli effetti provocati dalla deregulation degli Stati Uniti, ci si rese conto anche in Europa che dando vita ad un sistema altamente concorrenziale lasciato libero di agire, si sarebbe potuto raggiungere una maggiore efficienza. Fu così che, a partire dalla seconda metà degli anni ottanta, si avviò un graduale processo di liberalizzazione del traffico aereo composto da tre pacchetti normativi, i c.d. "three packages". Mentre la liberalizzazione del trasporto aereo internazionale stava prendendo piede in Europa, provocando dei cambiamenti radicali nella struttura del mercato dell’aviazione, le compagnie aeree furono costrette ad abbandonare le vecchie pratiche intime del mercato, quali gli accordi bilaterali, e a diventare sempre più competitive e orientate al cliente. Molte linee aeree sì reso conto che il funzionamento come “imprese di Stato” avrebbe impedito loro di cogliere efficientemente le opportunità che la nuova struttura di mercato gli stava offrendo. Così a partire dagli anni ’80 e ’90 iniziò a svilupparsi in Europa un graduale processo di privatizzazione delle compagnie aeree comunitarie che fino ad allora erano state costituite da una forte partecipazione statale.

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4 Introduzione Il trasporto aereo, fino alla fine degli anni settanta, si presentava come uno dei settori più severamente e strettamente controllati dalle politiche pubbliche adottate dai vari Governi, in relazione alla sua importanza economica e all'interesse degli Stati volto a tutelare principalmente la propria compagnia di bandiera. A seguito degli effetti provocati dalla deregulation degli Stati Uniti, ci si rese conto anche in Europa che dando vita ad un sistema altamente concorrenziale lasciato libero di agire, si sarebbe potuto raggiungere una maggiore efficienza. Fu così che, a partire dalla seconda metà degli anni ottanta, si avviò un graduale processo di liberalizzazione del traffico aereo composto da tre pacchetti normativi, i c.d. "three packages". Mentre la liberalizzazione del trasporto aereo internazionale stava prendendo piede in Europa, provocando dei cambiamenti radicali nella struttura del mercato dell’aviazione, le compagnie aeree furono costrette ad abbandonare le vecchie pratiche intime del mercato, quali gli accordi bilaterali, e a diventare sempre più competitive e orientate al cliente. Molte linee aeree sì reso conto che il funzionamento come “imprese di Stato” avrebbe impedito loro di cogliere efficientemente le opportunità che la nuova struttura di mercato gli stava offrendo. Così a partire dagli anni ’80 e ’90 iniziò a svilupparsi in Europa un graduale processo di privatizzazione delle compagnie aeree comunitarie che fino ad allora erano state costituite da una forte partecipazione statale. Prima di esplicare in che modo il lavoro è stato suddiviso, è importante spiegare che questa tesi nasce dalla curiosità di comprendere quali siano state le conseguenze verificatasi nelle compagnie di bandiera europee, in seguito alle difficoltà generate dall’apertura del mercato

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