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Sogno e cinema: cinque film surrealisti di Luis Buñuel

Sogno e cinema hanno molti punti di contatto, sia riguardo alla condizione dello spettatore, che si ritrova proiettato in un'altra dimensione così reale e allo stesso tempo così effimera, sia a proposito della realizzazione dei film che spesso rappresentano situazioni che si svincolano dai limiti della logica e della realtà. è questo il caso di Luis Buñuel che sfrutta l'elemento onirico mescolato con la realtà per creare delle atmosfere surreali che fanno da sfondo alle sue storie il più delle volte assurde e illogiche ma spesso anche velate di una sottile comicità.

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2 INTRODUZIONE Sogno e cinema hanno molti punti di contatto, sia per quanto riguarda le circostanze nelle quali si realizzano (ambiente buio, motilità ridotta al minimo, sospensione delle altre attività vigili), sia a proposito della condizione del soggetto sognatore/spettatore che viene trasportato da una situazione concreta (camera da letto/ sala cinematografica) ad un’altra del tutto fittizia, ma all’apparenza non meno reale della prima: quella del sogno/film. Il sogno non riguarda però solo la condizione dello spettatore, ma è altresì usato, sempre nel cinema, nella realizzazione dei film, per dare a questi la possibilità di trattare argomenti verosimili e fantastici insieme, di creare delle parentesi che interrompono la linearità della narrazione, o di rappresentare situazioni che si svincolano dai limiti della logica e della morale. Quest’ultimo caso è tipico dei film realizzati da Luis Buñuel, il quale mette in scena il più delle volte situazioni a cavallo tra sogno e realtà, nelle quali questi due fattori risultano costituzionalmente inscindibili. In questa breve trattazione si introduce inizialmente il concetto di sogno, descrivendone la struttura e le caratteristiche, dapprima secondo la prospettiva di Freud che, all’interno della sua teoria psicoanalitica, lo concepisce come l’appagamento di un desiderio inconscio del singolo individuo, e successivamente esaminando il punto di vista di Jung, che considera piuttosto il fenomeno onirico un’espressione dell’inconscio collettivo, il quale manda così i suoi messaggi agli individui per aiutarli a conoscere meglio sé stessi e il loro mondo interiore. Nella seconda parte si affronta il tema del cinema, ripercorrendo brevemente le più importanti tappe del suo sviluppo e soffermandosi in particolare sull’aspetto più prettamente psicologico del cinema stesso, ossia la presa che ha sul pubblico, la partecipazione di quest’ultimo attraverso i meccanismi di identificazione e proiezione e le conseguenze della visione filmica sullo spettatore. Vengono analizzati gli aspetti comuni delle condizioni onirica e filmica, viste entrambe come forme di evasione dalla realtà, che consentono di soddisfare desideri latenti, senza comunque dimenticare che tra sogno e film sussistono alcune differenze fondamentali (i sogni si verificano nello stato di sonno e sono assolutamente soggettivi, mentre i film sono condivisi da un vasto pubblico e l’immagine filmica, contrariamente a quella onirica, è una percezione reale).

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Maria Paola Buchignani Contatta »

Composta da 61 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.