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Tony Blair e la crisi irachena del 2003: le ragioni di una guerra; i rapporti con gli Stati Uniti e l'Unione Europea

La tesi si propone di analizzare le scelte di politica estera del governo Blair relativamente alla questione irachena, con particolare attenzione per ciò che attiene ai rapporti con gli Stati Uniti da un lato e l'Unione Europea dall'altro. Ci si propone inoltre di esaminare criticamente l'approccio ideologico del New Labour in riferimento alla politica estera britannica degli ultimi anni, e di valutare in tale ottica le mosse più importanti del governo Blair. Il primo capitolo è dedicato per intero alla ricostruzione degli eventi e delle scelte politiche che hanno portato le truppe della coalizione guidata dagli Stati Uniti ad invadere l'Iraq. Nel secondo, ci si occupa invece dell'ideologia del New Labour e dei rapporti del governo britannico con l'Unione Europea, gli Stati Uniti, l'ONU. Il terzo, infine, affronta il problema del binomio giustificazioni-ragioni della guerra in Iraq, proponendo un bilancio provvisorio dell'impatto della stessa su Blair, sul suo partito, sull'opinione pubblica britannica. La chiave di lettura proposta per l'argomento affrontato è duplice: da un lato si è cercato di mettere in risalto le differenze e le analogie che dividono e uniscono i due principali attori occidentali nella vicenda irachena; dall'altro, si è tenuta sempre presente, nella valutazione delle iniziative politiche e militari del governo Blair, l'aderenza o meno delle stesse al quadro ideologico del New Labour.

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1PREMESSA Il mondo in cui viviamo è caratterizzato da una crescente complessità. Il sistema politico delle relazioni internazionali, in particolare, è attraversato da molteplici istanze di mutamento. L’interdipendenza complessa, la transnazionalizzazione, l’organizzazione, l’internazionalizzazione dei diritti umani, la mondializzazione dell’economia sono concetti ormai ampiamente acquisiti nell’ambito dello studio delle relazioni internazionali 1 . Partendo dal presupposto che l’insieme delle interazioni e relazioni tra attori internazionali è qualcosa in più della mera somma aritmetica dei singoli comportamenti di tali attori, si può notare come dalla fine della guerra fredda, il sistema delle relazioni internazionali sia diventato più fluido e dinamico, e gli interrogativi aperti per studiosi e osservatori siano sempre più numerosi e complessi. Come si può evincere anche soltanto da una lettura superficiale del presente elaborato, il focus qui adottato è per lo più di tipo sottosistemico. Tuttavia, nonostante la scelta precisa di esaminare il comportamento di pochi attori (il governo britannico, in primis) rispetto a un conflitto, è d’uopo ricordare (e di tanto in tanto viene ricordato, come vedremo, nel testo che segue) che la parte va sempre e comunque relazionata al tutto e la guerra in Iraq, con le sue conseguenze regionali e internazionali, dirette e indirette, avrà sicuramente negli anni a venire importanti riflessi, prevedibili solo in parte, sull’intero sistema delle relazioni internazionali. Il metodo che qui si è voluto seguire è in parte analitico, in quanto, al fine di analizzare il sistema delle relazioni internazionali, abbiamo fatto riscorso a concetti e generalizzazioni astratte. Abbiamo invece adottato la metodologia scientifico-empirica propria delle scienze politiche nel proporre, parallelamente all’analisi, una visione critica e scrupolosamente documentata delle dinamiche e degli eventi che costituiscono l’oggetto del nostro studio. 1 Cfr. A. Papisca, M. Mascia, Le relazioni internazionali nell’era dell’interdipendenza e dei diritti umani, Padova : CEDAM (2004) pp. 109-169

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Cecilia Emma Sottilotta Contatta »

Composta da 77 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.