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Analisi degli stimoli visivi e vocali nella percezione di personalità

E’ nella natura dell’uomo cercare rapidi indizi che gli permettano di capire come comportarsi in una data situazione, le scelte da compiere e come interagire con i suoi simili. Se questa tendenza rimane per l’ambiente innocua, spesso si vengono a creare tra le persone erronei e fuorvianti pregiudizi che possono modificare le considerazioni soggettive e suggerire stereotipate qualità personali. L’interesse suscitato in noi da questo argomento ha fatto si che approfondissimo la letteratura a riguardo e che nascesse questa analisi a livello sperimentale, svolta in modo semplice ma accurato.
Nell’esposizione di questo lavoro ho deciso di dividerlo in 2 parti: una prima, di introduzione teorica, in cui ho tentato di dare un veloce excursus dei principali meccanismi coinvolti nel processo di percezione sociale, ed una seconda relativa all’esperimento su voci e volti ed attribuzione di personalità condotto nella facoltà di Psicologia di Padova nel corso dell’anno accademico 2003/2004.
Nella prima sezione, oltre alla presentazione della categoria sociale e delle cause che ne motivano l’utilizzo, ho deciso di prendere in esame (in maniera essenziale) la comunicazione non verbale e le principali funzioni che la contraddistinguono per poi concludere con il paragrafo “voce ed attribuzione di personalità” e le ricerche che hanno ispirato questo studio (cioè quelle di Berry e Zuckerman).
Nella seconda sezione invece viene preso totalmente in esame l’esperimento da noi condotto, dalla selezione degli stimoli alla fase di controllo, dalle tre condizioni sperimentali alle considerazioni conclusive che sciolgano dei nodi, colgano dei nessi e traggano delle conclusioni, seppure parziali e temporanee, come è destino di ogni ricerca.

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4 Introduzione teorica LE CATEGORIE SOCIALI Grazie agli studi condotti nell’ambito della psicologia della percezione, si sa da tempo che gli individui trattengono solo una parte degli stimoli che ricevono dal loro ambiente. La nostra capacità di elaborazione è molto limitata, se la paragoniamo alla complessità dei segnali che ci provengono dal mondo esterno. E’ importante dunque, che ogni organismo sia in grado di identificare gli oggetti del mondo esterno, di fornire loro una struttura significativa, evitando di dubitare in tal modo di ciò che ha appreso in precedenza. Posto di fronte ad un oggetto nuovo, l’individuo lo confronta con altri oggetti che già conosce e dei quali ha già immagazzinato in memoria le caratteristiche. Questa attività di confronto tra il nuovo e l’acquisito a scopo di semplificazione, si verifica nel corso del processo di categorizzazione. Nella sua accezione più semplice, una categoria è un insieme di oggetti che hanno in comune una o più caratteristiche. E’ importante sottolineare che queste caratteristiche non rappresentano necessariamente qualità intrinseche degli oggetti in questione. Il prototipo è l’esemplare che meglio definisce o rappresenta la categoria. La misura in cui un oggetto è giudicato rappresentativo di una categoria, detta “grado di appartenenza”, dipende dalla sua somiglianza con il prototipo.

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: David Pecorari Contatta »

Composta da 35 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1451 click dal 20/03/2008.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.