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Systems design applicato alla filiera del legno dell'Alta Val Chisone

La mia tesi raccoglie il percorso progettuale che ha portato alla definizione di un sistema aperto della filiera del legno in Alta Val Chisone grazie all’applicazione del Systems Design sviluppato da ZERI in collaborazione con il Politecnico di Torino.
L’approccio del Systems Design prevede la realizzazione di sistemi produttivi aperti al flusso di materia ed energia, in cui i rifiuti prodotti da un processo vengano reimmessi nel ciclo come materia prima per altri processi con l’obiettivo di eliminare le emissioni.
Progettare in maniera sistemica vuol dire tenere in considerazione una molteplicità di elementi (biologici, chimici, fisici…) nello stesso momento e questo è umanamente controllabile e gestibile solo lavorando in team o in stretta collaborazione con vari esperti del progetto. La comunicazione e il passaggio di conoscenze e informazioni hanno rivestito un ruolo strategico durante l’intero iter progettuale senza le quali non avrei mai potuto ideare il nuovo sistema. E’ stato indispensabile osservare e analizzare l’ambiente all’interno del quale si colloca il sistema, che deve essere adattabile alle esigenze autoctone, rispettando e valorizzando la cultura e la tradizione della società presenti in loco. L’approccio Sistemico prevede un’osservazione attenta dei meccanismi naturali (quella che il fisico Fritjof Capra definisce l’ecoalfabetizzazione) dai quali trarre preziosi insegnamenti per utilizzare al meglio le risorse della Natura, e connettere in maniera intelligente i cinque regni (Monera, Protisti, Funghi, Piante, Animali), considerati il sine qua no del Systems Design. Rispetto al modello lineare “dalla culla alla tomba” dell’attuale sistema industriale il modello sistemico si ispira ai sistemi presenti in natura costituiti da cicli aperti, proponendo un modello circolare “dalla culla alla culla” (rifiuto = cibo , Hawken, 1993) . La Natura genera sistemi sostenibili che non risultano immobili, ma dinamici ed autopoietici, che si evolvono e mantengono l’equilibrio (J. Benyus, Biomimicry, 1997). E’ inutile sperare che la Terra produca di più, per questo motivo dobbiamo imparare a fare di più con ciò che la Terra offre.
Il principale obiettivo del progetto è stato quindi la valorizzazione degli scarti di produzione dell’intera filiera del legno inseriti come input in altri processi capaci di dare impulso all’economia della Valle in un complesso sistema sostenibile dal punto di vista sociale economico e ambientale.

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1_ ANALISI INIZIALE obiettivo: fotografia della situazione attuale 2_ ANALISI CRITICITA’ ATTUALE SISTEMA obiettivo: individuare i punti critici su cui intervenire 3_ IPOTESI obiettivo: valutare le ipotesi di intervento migliori. 4_ DEFINIZIONE PROGETTO obiettivo: definire un sistema aperto ad emissioni zero secondo i principi di Zeri L’attività progettuale, durata circa otto mesi, si è articolata in quattro fasi principali. La prima, fondamentale per la definizione del sistema attuale, si è svolta attraverso un lungo lavoro analisi. Questa indagine si è avvalsa di un’accurata ricerca “field” in cui sono stati intervistati gli attori principali della filiera del legno, i responsabili del Progetto Bosco e Territorio, gli enti pubblici, gli esperti del territorio, etc. e di un’indagine “desk” in cui ho appreso le principali nozioni di selvicoltura, botanica alpina, energetic, etc., attraverso la letteratura, i manuali tecnici, le pubblicazioni. Questo accurato lavoro di analisi mi ha permesso di valutare la situazione attuale da più punti di vista. Se infatti, la parte centrale di questa prima attività è consistita nel fotografare la reale situazione della filiera del legno, ho cercato, parallelamente di approfondire le mie conoscenze sul territorio, sulla tradizione che lega questi comuni al passato, sul quadro socio-economico, allargando la mia indagine al Sistema Alpino in generale per valutare quali sono le tendenze future verso cui si sta muovendo. Per raccogliere queste informazioni mi sono avvalso di una ricca rete di relazioni, dialogando con vari esperti, senza l’apporto dei quali non avrei potuto realizzare il progetto. Una volta definita quella che è la situazione attuale, sono entrato nella seconda fase in cui ho cercato di valutare le principali problematiche legate alla filiera del legno. Questa attività è fondamentale per individuare i punti critici su cui si andrà ad intervenire in fase progettuale. L’indagine sul campo è risultata di grande aiuto, poiché sono riuscito a “toccare con mano” le principali criticità evidenziate dagli attori della filiera. A questo punto, una volta definito in modo preciso l’attuale sistema e le problematiche ad esso legate, ho dato il via alla terza parte, entrando nella fase progettuale vera e propria. Ho quindi incominciato ad ipotizzare quali potessero essere le soluzioni progettuali, valutandone i pro e i contro. Anche in questa fase è stato necessario un accurato lavoro di indagine e una stretta collaborazione con vari esperti del settore per verificare la fattibilità delle mie ipotesi. Nell’ipotizzare nuove soluzioni, mi sono sempre confrontato con i principi di Zeri in modo da valutare, volta per volta, la correttezza del mio lavoro. Durante questa attività, ho incominciato a vedere le relazioni esistenti tra le varie componenti che stavo progettando, entrando così definitivamente nella quarta ed ultima fase del mio percorso, in cui ho finalmente “assemblato” i vari componenti del sistema cercando di ottimizzare i flussi all’interno della filiera. Il risultato dello sforzo progettuale è un sistema aperto, pensato su diversi livelli differenti, in grado di dialogare con le altre attività presenti sul territorio e di formarne delle nuove. P E R C OR SO P RO GE TT UA LE

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Architettura

Autore: Dario Toso Contatta »

Composta da 194 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1716 click dal 21/03/2008.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.