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La rivolta del 2005 nelle banlieues francesi: analisi sociologica delle ragioni del conflitto

Questo elaborato si occupa di ricostruire la cornice nella quale si sono svolte le rivolte del 2005 nelle banlieues francesi e di individuare le ragioni che hanno portato una considerevole percentuale di giovani banlieusards ad incendiare auto e devastare interi quartieri.
Ho posto particolare attenzione all'analisi delle specificità dell'evoluzione storica, urbana e demografica delle banlieues parigine. Ho raccolto le opinioni di autorevoli esperti in materia.
Ho analizzato anche il difficile rapporto tra, da una parte, i protagonisti della rivolta e dall'altra, gli organi d'informazione, le istituzioni e la polizia.
Infine, ho tracciato un profilo degli émeutiers: chi sono, come vivono e quanto può influire la loro cultura d'origine nella socializzazione familiare e nel gruppo dei pari.

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Introduzione Il 27 ottobre 2005, rimbalza tra i principali organi d’informazione internazionali, la tragica notizia dell’incidente a Clichy-sous-Bois, alle porte di Parigi, in cui perdono la vita due ragazzini stranieri rimasti fulminati in una cabina dell’elettricità mentre fuggivano dalla polizia. È l’inizio di un’ondata di violenza e d’incendi che si protrae almeno per le successive tre settimane e sconvolge le periferie (le banlieues) di molte città francesi. La dimensione del conflitto si estenderà fino a comprendere almeno trecento comuni in quaranta dipartimenti di tutta la Francia. Il bilancio finale parlerà di più di diecimila auto bruciate o distrutte, devastazioni e saccheggiamenti, centinaia di feriti e addirittura un morto. La polizia fermerà ben tremila persone e ne arresterà più di cinquecento. Queste cifre danno l’idea dell’entità sorprendente di un fenomeno, la cui estensione ed intensità hanno contribuito a darne una visibilità mediatica mai registrata prima, mettendo in luce il malessere vissuto dagli abitanti delle banlieues. Il loro numero, secondo l’INSEE 1 sta pian piano aumentando: da 11,8 milioni d’abitanti nel 1962 si è passati a 18,2 milioni nel 1990, fino a toccare quota 20,3 milioni nel 1999 (circa il 34% della popolazione francese). La crisi delle banlieues francesi non è un tema nuovo per chi governa e chi si occupa di scienze sociali. Le istituzioni a livello locale e nazionale hanno compiuto, a più riprese dalla fine degli anni Cinquanta, numerosi sforzi per risollevare la situazione disagiata in cui versano gli abitanti, ottenendo anche risultati positivi che però, sembra non siano bastati a cambiare la situazione. In aggiunta, un fattore che incide nella crisi è costituito dalle difficoltà dei banlieuesards, in maggioranza immigrati o di origine immigrata – circa l’8,1% della 1 INSEE: Institut National de la Statistique et des Études Économiques. 7

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Stefania Cazzador Contatta »

Composta da 62 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.