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Lineamenti psicologico ambientali per la progettazione di strutture ospedaliere umanizzate

LA tesi si colloca nell'ambito della psicol. ambientale che studia e stabilisce un collegamento tra processi psicologici e ambiente spazio-fisico. In particolare la tesi si occupa dell'umanizzazione fisico-spaziale dei luoghi di cura. lo spazio architettoni co, contenitore delle azioni umane, è in grado di comunicare con il soggetto che lo vive, esso può generare sensazioni di benessere o di disagio. In uno spazio particolare come l'ambiente ospedaliero in cui il soggetto si trova in una condizione psicofisica delicata, le caratteristiche ambientali sono importanti inquanto possono influenzare la degenza ed avere una valenza terapeutica. E' necessario un intervento su quelle caratteristiche ambientali in grado di influire sia sullo stato d'animo che sul grado di comfort dell'individuo. La suddivisione dei diversi ambienti, i materiali, le forme i colori, l'illuminazione, i percorsi, ecc. sono gli oggetti di questo intervento.

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- 5 - INTRODUZIONE Il presente lavoro di tesi si colloca all’interno della psicologia ambientale, la disciplina che studia il rapporto tra persona ed ambiente sociofisico. La psicologia ambientale si propone di studiare e di stabilire un collegamento specifico tra i fenomeni psicologici e l’assetto dell’ambiente spazio – fisico relativo alle persone a cui tali fenomeni psicologici si riferiscono (Stokols,1978; Stokols & Altman, 1987). La scelta dell’argomento trattato è determinato dalla crescente attenzione e consapevolezza verso i temi che affrontano la necessità e la volontà di pensare e realizzare, in concreto, ambienti che rispondano alle necessità dei loro fruitori. Questo impegno diviene ancora più forte quando l’ambiente oggetto di intervento è rappresentato dai luoghi di cura, uno spazio speciale e particolare perché racchiude una realtà fatta di sofferenza, preoccupazione e paura. L’umanizzazione fisico – spaziale dei luoghi di cura, di cui questo elaborato tratta, è solo una parte di un concetto più ampio ed articolato che riguarda l’umanizzazione dell’assistenza sanitaria, essa racchiude concetti quali: “rispetto della persona”, “la personalizzazione degli interventi” e il “miglioramento della qualità della vita”. Lo spazio ospedaliero è stato sempre considerato come “spazio neutro” in cui l’uso dei colori, dei materiali hanno contribuito a definire un ambiente anonimo ed indifferenziato. Un luogo così definito ha come unico scopo quello soddisfare le esigenze funzionali ed igieniche ad esso attribuite, si è trascurata una cultura dello spazio che riconosce quei processi interattivi che si instaurano tra la persona e l’ambiente. Lo spazio architettonico, contenitore dei vissuti e delle azioni umane, è in grado di comunicare con il soggetto che lo vive, esso può generare sensazioni di benessere e di disagio, essere stimolante, positivo o, all’opposto, estremamente deprimente. In una condizione di grande delicatezza, come è il ricovero, le caratteristiche fisiche dell’ambiente possono dare un contributo per rendere meno spiacevole ai pazienti la permanenza in ospedale ed avere una valenza terapeutica. Sarà necessario, allora, intervenire su quelle proprietà dell’ambiente in grado di influire sia sullo stato d’animo che sul grado di comfort fisico necessario all’ individuo. La suddivisione dei diversi ambienti, i materiali utilizzati, i colori, l’illuminazione, le forme, ecc. sono gli oggetti di questo intervento, sono tutte caratteristiche che possono essere valutate e stabilite per ottenere un ambiente a misura dei fruitori. Si ritiene, pertanto, che l’ambiente possa avere un ruolo rilevante nel processo di guarigione del malato, se esso viene calibrato in base alle esigenze fisiche e psicologiche

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Elisabetta Orsini Contatta »

Composta da 115 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2587 click dal 26/08/2009.

 

Consultata integralmente 15 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.