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Nuove strategie didattiche. Due mondi a confronto. Italia e Spagna, problemi e prospettive

Abstract

In questo lavoro di ricerca si analizza qual è il futuro che si prospetta, in Italia, per la scuola, muovendosi dalla progettazione didattica sino alle proposte di strategie didattiche. Tale riflessione matura dall’analisi di sondaggi internazionali sugli apprendimenti e sui rendimenti degli alunni italiani, nei quali sondaggi l’Italia sprofonda in coda alle statistiche europee. Da ciò nasce l’esigenza di ascoltare il grido di dolore che si eleva dalla scuola. La scuola che ha come compito l’istruzione e l’educazione degli allievi fallisce nei suoi obiettivi.
La scelta di comparare il sistema didattico italiano con quello iberico non è casuale ma in altra sede è stato possibile riscontrarne differenze di carattere istituzionale, legislativo e organizzativo.

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Premessa Il presente lavoro di ricerca intende condurre una riflessione e un confronto sul piano della metodologia didattica per cercare di capire come si spiega la metodologia ermeneutica ancora imperante. La metodologia della programmazione curricolare, le Indicazioni nazionali per i piani di studio personalizzati e le Indicazioni per il curriculo, possono relazionarsi, conciliarsi o trovare un via di attuazione nel modello ermeneutico esistenziale. Dagli anni ’70 1 ,é stata introdotta nella scuola italiana la programmazione curricolare di competenza, sul piano educativo, del Collegio dei docenti (prima il PEI [Piano Educativo Istituto] e in seguito il POF [Piano dell’Offerta Formativa] e sul piano didattico, dei Consigli di classe, interclasse e del singolo docente. Pur seguendo la continuità 2 , si segna un profondo cambiamento di rotta. Risulta infatti assente qualsiasi riferimento al concetto di programmazione educativa e didattica. La ricerca inoltre, sarà orientata all’analisi della novità introdotta dalla pianificazione strategica e reticolare e delle sue modalità di attuazione per vedere come la metodologia ermeneutica può collocarsi nella nuova condizione didattica e se la sua proposta sperimentale può trovare una possibile accoglienza ed uno spazio di creativa realizzazione. Con l’introduzione del PECUP (Profilo Educativo Culturale e Professionale) 3 e delle Indicazioni nazionali, la Riforma Moratti prescrive, l’abbandono della logica dei Programmi. 1 DPR (decreto del presidente della repubblica) , 31 maggio 1974, n. 416 e successive modifiche sino al DPCM ( decreto del presidente del consiglio dei ministri) , Carta dei servizi, 1995. 2 Cfr, D.L. n. 53/2003 e il successivo D.L.vo n. 59/2004. 3 Il PECUP è redatto alla fine del primo ciclo scolastico (6-14 anni). Esplicita ciò che ogni studente deve sapere e fare per essere l’uomo e il cittadino atteso al termine del primo ciclo d’istruzione. Mette in luce il passaggio dalle conoscenze disciplinari/interdisciplinari (sapere) e dalle abilità operative (fare), apprese ed esercitate nel sistema formale, non formale ed informale, alle competenze personali. Un ragazzo è riconosciuto 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Rita Rana Contatta »

Composta da 225 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.