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La metafora nel linguaggio giornalistico

Informazioni tesi

  Autore: Alessia Panci
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Ilaria Tani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 99

Il linguaggio giornalistico tende sempre più all’uso di espressioni “brillanti” e “vivaci”. Tra gli artifici retorici utilizzati a tal scopo dai giornalisti, un ruolo centrale è ricoperto dalla metafora. Il presente lavoro si occupa appunto della metafora nel linguaggio giornalistico, in particolare quello della carta stampata. Dopo aver ripercorso brevemente la storia di questa affascinante figura retorica, dalle posizioni più antiche a quelle più recenti, ci si sofferma su specifici aspetti della metafora. In particolare vengono considerate le principali sfere iconimiche, dallo sport alla guerra, alla medicina. L’ultimo capitolo, nello specifico, analizza la presenza di espressioni metaforiche nei titoli dei quotidiani. Dopo alcune considerazioni generali sul ruolo dei titoli, si propone un’analisi realizzata su un corpus di titoli ricavati da quattro quotidiani nazionali: “Corriere della Sera”, “Libero”, “Il Manifesto” e “La Repubblica”. L’analisi, di tipo qualitativo e quantitativo, è volta a verificare l’ampiezza e le motivazioni d’uso di questa strategia retorica.

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9Introduzione Sfogliando le pagine di un qualunque quotidiano è facile notare che il linguaggio giornalistico tende sempre più all’uso di espressioni “brillanti” e “vivaci”. Numerosi sono gli artifici retorici utilizzati a tal fine dai giornalisti. Tra questi un ruolo assai rilevante è svolto dalla metafora. Il presente lavoro si occupa appunto della metafora nel linguaggio giornalistico, in particolare in quello della carta stampata. Il primo capitolo ripercorre brevemente la storia di questa affascinante figura retorica che per lungo tempo, a partire da Aristotele, ha costituito un tema fondamentale di discussione per poeti, retori, filosofi e critici letterari. Il percorso prende le mosse da quelle prime riflessioni per poi passare ad analizzare posizioni più recenti sulla metafora, in particolare quella di orientamento cognitivo legata ai nomi di Lakoff e Johnson. Merito di questi studi è stato quello di riproporre e approfondire l’idea che la metafora non è un ornamento del discorso bensì il meccanismo fondamentale non solo del linguaggio quotidiano ma anche del nostro stesso funzionamento cognitivo. Ne deriva la necessità di indagare anche i processi di comprensione e identificazione di questa figura retorica. Il primo capitolo si conclude cercando di sottolineare le motivazioni che si celano dietro la scelta di utilizzare metafore, motivazioni che vanno ben oltre l’intento ornamentale. Il secondo capitolo si occupa della metafora nello specifico contesto del linguaggio giornalistico. Dopo un rapido excursus sul tema della vivacità e della “brillantezza”, l’analisi si sofferma su specifici aspetti della metafora. In particolare vengono considerate le principali sfere iconimiche, dallo sport alla medicina, alla guerra. Il terzo capitolo, infine, analizza la presenza di espressioni metaforiche nei titoli dei quotidiani. Dopo alcune considerazioni sul ruolo dei titoli nei quotidiani, si propone l’analisi di un corpus di titoli ricavati da quattro testate

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